Biodiversità, individuati in Trentino altri 92 siti d’importanza comunitaria
TRENTO - La Rupe di Mezzolombardo, il biotopo Pizzè di Pergine, la Val di Tovel, il canneto di Levico, le foci dell’Avisio: tutti siti naturalistici di grande pregio e di indubbio fascino. Ma quanti sapevano che queste aree - così come alcune decine di altre, sparse in tutto il Trentino - sono state classificate dalla Comunità europea fra i siti più importanti del nostro continente? Una classificazione che contiene anche una ben precisa prescrizione: fate in modo - ci ammonisce l’Europa - a mantenere integri questi siti. E per rendere concreta questa indicazione sono stati emessi negli anni (precisamente nel ’92 e nel ’97) due direttive specifiche: "Habitat" e "Uccelli", sulla creazione di una "rete" di aree destinate alla conservazione della diversità biologica, confluite poi nel programma Natura 2000, adottato anche dalla Provincia Autonoma di Trento.
Tutto questo è stato al centro di una conferenza stampa convocata dall’assessore provinciale all’Ambiente Iva Berasi per capire cosa comporterà esattamente, nel concreto, tutto questo per il Trentino e quali saranno gli sviluppi futuri della questione in sede nazionale ed europea.
Proprio qualche giorno fa la Giunta provinciale aveva provveduto a integrare la lista dei siti di interesse comunitario, aggiungendo ai 63 già individuati in precedenza (e compresi nelle aree protette: parchi, riserve naturali, ecc.) anche altri 92 siti fuori da quelle aree. L’assessore Berasi ha illustrato in particolare la speciale procedura di valutazione preventiva delle possibili cause di "sofferenza" dei siti. Con il provvedimento adottato, la Giunta ha esteso l’applicazione di tale valutazione anche ai siti, appunto, non compresi nelle aree protette. Ora tutto questo confluirà in un apposito "Atlante dei siti di importanza comunitaria", la cui pubblicazione è coordinata da "Agenda 21 Consulting". (d.f.-Inform)