Tremaglia a Trieste: "da questa città nuovo slancio alla pacificazione. i tempi sono maturi per raccogliere l’insegnamento del Capo dello Stato". A Fiume rilanciata la questione dei beni degli esuli
TRIESTE - Pacificazione nazionale, Unità dello Stato e restituzione dei beni agli esuli: sono stati questi i temi centrali della visita di due giorni che il Ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia ha compiuto a Trieste e a Fiume. Una visita che si è trasformata in un autentico "inno all’italianità", durante la quale il Ministro non ha perso occasione di ribadire che "Trieste deve diventare la capitale della pacificazione nazionale. Il nostro impegno per mettere in pratica gli insegnamenti del Capo dello Stato deve essere assoluto. Dopo 50 anni, i tempi sono ormai maturi". Parole che Tremaglia ha ripetuto a margine della visita alla Foiba di Basovizza e alla risiera di San Sabba e che ha poi ripreso con forza nel suo intervento conclusivo alla conferenza di Alleanza Nazionale con i delegati del Comitato Tricolore per gli Italiani all’estero: "Là dove c’è dolore e sofferenza, là dove c’è un Caduto, questi deve ricevere il dovuto omaggio da parte di tutti - ha affermato con forza, ricordando la toccante cerimonia vissuta accanto a Carlo Azeglio Ciampi per onorare i martiri di Cefalonia -. Certo: i delitti sono delitti e i responsabili vanno perseguiti. Ma al di là di questo - ha aggiunto - chi ha combattuto con onore deve essere rispettato. Ognuno ha la sua storia. Anch’io ho la mia e la rivendico tutta, così come rivendico il rifiuto di qualsiasi strumentalizzazione politica".
L’appello alla politica del dialogo Collocando le sue parole sempre nel solco della riconciliazione nazionale e della necessità di abbattere sterili steccati, il Ministro Tremaglia ha quindi ripreso con forza i contenuti del suo appello al dialogo tra le forze politiche pubblicato mercoledì da "Il Corriere della Sera": "Stiamo sbagliando il metodo mentre dobbiamo ricreare il clima. Ho chiesto e torno a chiedere a tutti un tipo di nuova e importante visione della politica: la politica del dialogo". "Deve avere fine - ha aggiunto, ripetutamente interrotto dagli applausi dei presenti - la guerra guerreggiata su ogni questione. Bisogna uscire dal degrado presente per trovare soluzioni concrete ai grandi problemi che ci stanno davanti: politica estera, unità nazionale, diritti umani, riforme sociali ed economiche, italiani all’estero, cultura. Solo con il dialogo tra maggioranza e opposizione, ciascuna con le proprie responsabilità, potremo aspirare a un autentico rinnovamento nazionale e sociale, a un’autentica partecipazione popolare per una democrazia che coincida con gli interessi degli italiani. Nulla, allora, sarà impossibile. Anche uscire dalla spirale dell’odio di classe e giungere alla pacificazione nazionale".
I beni degli esuli: parole chiare, a Trieste come davanti alla comunità italiana di Fiume che lo aveva accolto con manifestazioni d’eccezionale entusiasmo, Tremaglia ha riservato anche alle questioni bilaterali: riguardo ai rapporti con la Slovenia e la Croazia, il Ministro ha ribadito che "debbono essere di perfetta collaborazione, perché noi vogliamo che la Croazia vada in Europa. Questo deve essere chiaro, e la Croazia lo deve capire: noi siamo testimoni a suo favore, ma occorre che le minoranze siano tutelate come richiede l’Unione Europea. I diritti umani sanciscono che la proprietà è un diritto fondamentale di ogni cittadino: il nodo della restituzione dei beni troverà soddisfazione quando cesserà ogni discriminazione. Riservare la restituzione dei beni a chi al momento dell’esproprio era cittadino jugoslavo, vuol dire escludere gli italiani. Sulla questione dei beni, invece, i trattati possono essere superati". Al riguardo, il Ministro ha citato l’esempio del patto che ha previsto la restituzione dei beni al Vaticano. Infine, Tremaglia è tornato sul tema della cittadinanza, rispondendo ad un appello che ha percorso tutta la sua visita, a cominciare dall’incontro con i ragazzi del liceo di Fiume: "Ho un grande compito: c’è la richiesta di cittadinanza per gli eredi di chi l’ha riacquistata alla luce della legge italiana. Io mi impegno a fare questa battaglia di giustizia e di riconoscenza sia a favore degli esuli sia dei cittadini rimasti. Ve lo promette il vostro Ministro: voi avrete la cittadinanza". (Inform)