Da "Nuovo Oltreconfine", Stoccarda
Rinviata la visita di Tremaglia. Sotto accusa la "burocrazia ministeriale" che ritarda i finanziamenti ai Comites
STOCCARDA - Si tratta di un "politico anomalo", come qualcuno ha osato definirlo, o veramente Tremaglia esercita spregiudicatamente la sua funzione di Ministro del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero) e dei Comites (Comitati degli Italiani all’Estero) e, quindi, di Ministro di tutti gli Italiani nel mondo, come lui da sempre ha dichiarato?
Alla fine di questo mese, era prevista una visita del Ministro per gli Italiani nel Mondo a Stoccarda, nel cuore della nostra emigrazione in Europa, in un Land dove vive il più alto numero di connazionali e dove sono concentrati i problemi più acuti delle nostre comunità, come quello delle espulsioni, dei soggiorni negati, della mancata integrazione scolastica, della mancata formazione professione, dell’alta disoccupazione, dei bambini contesi, dei rapporti commerciali, ecc. ecc.
A Stoccarda il Ministro era atteso (ed è atteso) più che altrove, anche perché qui è di casa e si trova fra amici. Infatti, già dal lontano 1967 Tremaglia ha mantenuto, tramite una delle locali associazioni storiche della nostra emigrazione (il CTIM-Comitato Tricolore degli Italiani nel Mondo) un costante collegamento, contatto, confronto e stimolo su tutte le tematiche riguardanti la nostra comunità,che hanno ispirato e caratterizzato decenni di attività politica in difesa dei nostri connazionali all’estero, dentro e fuori il Parlamento.
Tremaglia a Stoccarda è benvenuto! Non a caso tutti gli riconoscono l’impegno e la linearità di comportamento, e a dimostrazione di ciò vi è stata l’istituzione di un Comitato di accoglimento - che ha svolto un egregio e disinteressato lavoro - dove i membri del CGIE, dei Comites unitamente al Console, hanno coinvolto tutta la società civile a partecipare e presenziare, a prescindere dalle proprie collocazioni politiche e culturali. Ma veniamo al motivo del contendere, che ha provocato questo inusuale gesto di un Ministro di un Governo che mette con forza ed evidenza sotto accusa l’ottusa burocrazia ministeriale, che ha certamente dei responsabili amministrativi che si fanno inutilmente scudo di regolamenti e di leggi obsolete ancora in vigore.
Un problema antico, quello degli scandalosi ritardi nell’invio dei contributi ministeriali ai Comites, agli enti gestori che gestiscono l’intervento scolastico e alle testate giornalistiche, un’annosa questione che non trova mai una definitiva soluzione, e che si ripresenta regolarmente sulla scena ad ogni riunione dei Comites, del CGIE o durante la visita di qualche personalità.
Gli ottusi burocrati ministeriali, in clima di Euro hanno persino continuato a chiedere il permesso all’Ufficio Cambi per l’invio dei contributi ai Comites in Europa, come se la "moneta unica" fosse un fatto esterno all’UE e quindi territorio estero.
Domenica scorsa, durante la riunione dei Comites, dei Consiglieri del CGIE e dei Consoli, convocati a Berlino dall’Ambasciata d’Italia in Germania, in un articolato documento si plaudiva ai pregressi interventi che Tremaglia aveva fatto, ma si sollecitava nuovamente un suo duro intervento per consentire finalmente l’erogazione dei finanziamenti, che risultano ormai dilazionati in "misura scandalosa".
Quando il Ministro, non a caso, ha scoperto che ancora nessun Comites "tedesco" aveva ricevuto l’accredito dei contributi 2002 sui conti correnti dei rispettivi consolati (tale situazione scandalosa sembra essere uguale in tutto il mondo) è rimasto allibito e incredulo, gridando poi allo "scandalo".
Questa è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: Tremaglia ha affermato che se non si risolve il problema, lui non mette piede in Germania. Parole di un galantuomo che non intende prendere in giro i nostri connazionali.
Quindi, per queste giustificate ragioni, ha rinviato la visita nel capoluogo svevo, mettendo in difficoltà gli amici di Stoccarda, i Comites, il CGIE e le associazioni, che si erano adoperati, assieme al Consolato, per porgergli un adeguato benvenuto. Così facendo, a nostro avviso, il Ministro ha compiuto un ulteriore gesto politico che conferma uno stato d’animo grave e che è condiviso da larghi strati di opinione pubblica emigrata. Ciò però dovrebbe preoccupare alcuni apparati burocratici nei meandri ministeriali, che si illudono di poter imbrigliare Tremaglia limitandogli quei ruoli e quelle funzioni legittime che un Ministro svolge nell’esercizio delle sue funzioni.
Leggendo la lettera inviata a Silvio Fagiolo, Ambasciatore d’Italia a Berlino, ai Consiglieri del CGIE e ai Presidenti dei Comites in Germania, ci si rende conto che Tremaglia è veramente un Ministro "anomalo", che sa da dove viene e ancor meglio sa dove vuole arrivare.
È un gesto politico forte ed inusuale il suo, accolto positivamente dai Presidenti dei Comites in Germania, e non solo, che restituisce centralità ai Comites ed al CGIE e che fa capire ad alcuni burocrati del Palazzo che gli organismi di partecipazione democratica della nostra emigrazione hanno "qualcuno", come ha detto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi alla assemblea annuale degli Ambasciatore e dei Consoli, "che al Consiglio dei Ministri ogni qualvolta interviene li scuote e li illumina, li ipnotizza e fa capire loro le questioni vere degli italiani all’estero". Un Ministro che tiene in piena considerazione i nostri emigrati e che fa pesare le giuste rivendicazioni che devono contribuire a delineare una seria politica dell’emigrazione anche in vista dell’esercizio del voto e dei parlamentari degli italiani all’estero.
Nei meandri ministeriali certi soloni dovrebbero capire e comprendere che le cose stanno cambiando, anche perché Tremaglia non è inchiodato sulla poltrona. Infatti, se non ci sarà nella Finanziaria 2003 il riconoscimento della pensione minima anche per gli italiani residenti all’estero, egli "toglierà il disturbo". Tutti però devono sapere che Tremaglia ha la solidarietà incondizionata di tutti gli italiani nel mondo. Non servono le resistenze inutili e nostalgiche degli apparati per mantenere in vita quelle cariatidi della burocrazia e del sistema che hanno sempre remato contro gli italiani all’estero.
Lo "schiaffo" di Stoccarda agli operatori burocratici dei ministeri interessati conferma la nascita di una nuova aurora, che qualcuno alla Farnesina non sembra registrare, essendo legato ancora al concetto antico e superato che gli italiani all’estero vanno solo assistiti e non valorizzati per il ruolo che essi svolgono e per il peso che essi hanno.
Bene ha fatto il Ministro a dare una lezione di stile, confermando così ai "sacrestani" di Gross Gerau ed ai Carrozza di turno che la stagione delle chiacchiere è ormai passata da tempo. Andare in Germania, laddove nessuno dei 13 Comites (come del resto gli altri Comites nel mondo) ha ricevuto il finanziamento stabilito sarebbe stata una sfida all’intelligenza delle persone per bene, che nessuno si può permettere di violentare.
Prima si risolve il problema, riconoscendo la centralità dei Comites, poi il Ministro per gli Italiani nel Mondo andrà a Stoccarda, e non solo, ad incontrare la comunità più numerosa d’Europa. (Bruno Zoratto-Nuovo Oltreconfine/Inform)