Le Acli della Baviera e la riforma dei Comites: "inaccettabile che le elezioni possano essere nuovamente rimandate"
MONACO - Il Consiglio delle Acli della Baviera, riunito a Karlsfeld il 16 novembre, in considerazione dell’attuale situazione e della prossima scadenza del mandato dei consiglieri dei Comites, dopo un lungo e articolato dibattito ha approvato all’unanimità il seguente documento.
In prospettiva, fra meno di un anno le collettività italiane saranno chiamate alle urne per eleggere gli organismi dei Comites, al cui rinnovamento, nelle proposte di legge di riforma, tra gli altri, ha collaborato in forma intensa il mondo associativo e le Acli in particolare.
In data odierna non è dato sapere se la leggi di riforma dei Comites e del CGIE, ormai da anni al vaglio delle Commissioni parlamentari, sarà varata o meno, i tempi sono estremamente ristretti, valutando l’iter parlamentare, perché i prossimi Comites, rispettando le scadenze, possano avvalersi di una nuova legge che ne riordini i settori ed i campi di intervento, nonché ne accentui le competenze.
Le Acli Baviera ritengono non ottimale il connubio tra le attenzioni rivolte alla presenza nel mondo delle collettività italiane tra il Ministero degli Affari Esteri ed il Ministero degli Italiani nel mondo, dove sembra, troppo spesso, che le forze in campo si neutralizzino, piuttosto che risultare complementari.
Il Comites sopravvivono esclusivamente grazie alla capacità di intuizione politica di donne e uomini che lo compongono. Questo, appunto politico, l’aspetto marcante di questi organismi di rappresentanza.
L’impegno notevole del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’estero) pur lodevole, per il ruolo d’interlocuzione con il Governo del Paese e l’abnegazione, rimane privo di un collegamento vasto e, di riflesso, interagente, con la grande maggioranza dei connazionali.
Il voto degli Italiani all’estero è ormai una realtà ancorata alla Costituzione italiana. D’altra parte il numero esiguo di parlamentari eletti in rappresentanza dell’Italia fuori d’Italia impone una seria riflessione e cioè che la funzione del CGIE e del Comites, nonché chiaramente un rafforzamento delle Associazioni, rimane un punto fermo per l’emigrazione italiana nel mondo. Essi rappresentano, se sostenuti, riformati e degnamente finanziati, il terreno fertile dove la società civile meglio esprime prerogative, proposte e partecipazione.
Le ACLI Baviera, ritenendo inaccettabile che le elezioni dei Comites possano essere nuovamente rimandate, chiedono:
Le Acli Baviera, consapevoli dell’importanza dell’appuntamento elettorale e coscienti di essere tra l’elettorato italiano un riferimento serio ed affidabile per i risultati di maggioranza relativa conseguiti, da dieci anni a questa parte, nelle ultime due competizioni, valutano in positivo, con proprie liste e candidati, la partecipazione della loro Associazione alle elezioni del prossimo Comites.
Le Acli Baviera, fedeli ai valori della dottrina sociale della Chiesa, impegnata a difesa dei diritti dei lavoratori, sostenitrice dei principi di libertà e democrazia, ritiene prioritario, nella composizione di liste ed alleanze, per esserne essa stessa un’espressione, un collegamento con il mondo associativo operante nella Circoscrizione consolare, abbia esso un carattere religioso, sociale, culturale, sportivo o regionale, che ne condivida i contenuti e le idealità.
Le Acli Baviera si rendono disponibili per la concertazione di un programma che profili la vivacità ed il ruolo ormai stanziale, della presenza nel territorio delle collettività italiane ricercando soluzioni concrete e praticabili alle problematiche ed istanze (aspetti politico-sociali, scuola, lavoro, famiglia, lingua e cultura, informazione, tempo libero) non più procrastinabili. (Inform)