UIM : sì alla "societarizzazione" di Rai International, ma non basta
!ROMA – "Che il direttore generale della RAI, Agostino Saccà, si sia espresso positivamente sulla trasformazione di Rai International in una S.p.A. è già un passo avanti nella direzione indicata dal CGIE e bene ha fatto il collega Zoratto a sollecitarne l'attuazione- ha dichiarato il segretario generale dell’Unione Italiani nel mondo Franco Fatiga, componente del CGIE. Noi siamo convinti che il nuovo strumento societario potrà risolvere le disfunzioni dell'attuale sistema se sarà capace non solo di reperire , anche sul mercato privato ,risorse finanziarie adeguate, ma di poterle gestire con quella flessibilità necessaria ad una emittente che si rivolge ad una platea trans-continentale molto variegata".
"Lo stesso ragionamento che consiglia la ‘societarizzazione’ di Rai International - prosegue il segretario generale dell’UIM - dovrebbe valere anche per tutti quegli enti pubblici o parapubblici sottoposti alla rigidità della contabilità di Stato e, comunque, a quelle pastoie burocratiche che ne paralizzano la creatività e l'efficienza. Ci riferiamo agli Istituti di cultura, a quelli preposti alla diffusione della lingua italiana, alla promotion turistica e commerciale e a quant'altro abbisogna di dinamismo manageriale e di apporti di capitale privato per rilanciare nel mondo la stessa immagine politica, economica e culturale del nostro Paese.
"Se tutte queste attività fossero ‘societarizzate’ , chiaramente con un coordinamento politico ed una attenta vigilanza pubblica, si potrebbero liberare anche ingenti risorse di denaro pubblico da destinare più proficuamente ad interventi di solidarietà sociale verso i nostri connazionali all'estero che, dopo una vita di sacrifici e di lavoro, si trovano in miseria e, purtroppo, sono in molti. Ci auguriamo - conclude Fatiga - che di queste questioni si possa discutere approfonditamente nella prossima Assemblea del CGIE". (Inform)