Calcio - Riflessioni post derby
ROMA - Roma-Lazio ha offerto una sintesi mirabile di cosa regala attualmente il calcio capitolino: grinta, gioco, condizione fisica e alcune amnesie difensive. Abbiamo miscelato il tutto, senza fare distinzioni; è invece opportuno separare le caratteristiche delle due formazioni, che solo in alcuni momenti appaiono similari. La Lazio arriva al gol grazie al gioco che Mancini le ha dato, fatto di sovrapposizioni, gioco sulle fasce, movimenti senza palla, verticalizzazioni e, in definitiva, un sistema geometrico. I biancocelesti, in gol con Fiore e Stankovic, hanno l’evidente problema della carenza realizzativa dei bomber. A lungo andare, nonostante Mancini tenda a sminuire questo handicap, la Lazio potrebbe risentirne in classifica. Detto questo piace come la squadra si muove, come arriva al tiro, come sia ben preparata tecnicamente e quale carattere e forza nervosa possieda. Ceduti due "fenomeni", duplice poteva essere la reazione: o del totale lasciarsi andare o del nuovo cemento di gruppo; finora abbiamo riscontrato solo quest’ultima reazione.
La Roma, squadra esperta e di fuoriclasse, nel derby ha sfruttato errori avversari e la propria astuzia, quella cioè dei campioni a disposizione di Capello. Meno continua nella manovra, più portata ad azioni a folate, stava per vincere prima di rischiare di perdere sul rigore di Mihailovic. Nessuno potrà trascurare o sottovalutare la Roma in sede di corsa scudetto; nessuno potrà sottovalutare la Lazio per la serrata concorrenza alle posizioni di vertice. E’ questo in fondo il segnale confortante che arriva dal derby, stavolta davvero emozionante. (Francesco Certo-Inform)