DOCUMENTAZIONE
Commissione Continentale del CGIE per l’Europa ed il Nord Africa
(La Chaux-de-Fonds / Neuchatel, 3-5 ottobre 2002)
L’intervento introduttivo del Vice Segretario Generale Gianni Farina
Nell’aprire i lavori della Commissione Continentale del CGIE per i Paesi dell’Europa e dell’Africa del Nord, che si è riunita a La Chaux-de-Fonds ed a Neuchatel dal 3 al 5 ottobre, il Vice-Segretario generale d’area Giovanni Farina ha espresso innanzitutto alcune considerazioni sul Paese ospitante, la Svizzera, ricordando tra l’altro che si tratta della la Nazione "che ha saputo respingere negli anni ’60, nei momenti dell’emigrazione di massa, le sirene della xenofobia e della chiusura in due storici referendum antistranieri che posero in essere anche il destino di tanti di noi, la Nazione simbolo dell’incontro e della solidarietà tra le genti". Tuttavia la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, "e questa non può non sembrare una contraddizione reale".
Farina ha poi indicato quello che, a suo avviso, è stato l’obiettivo principale dei lavori. "Mi sembra essenziale sottolineare come i lavori di oggi e domani si ripromettano di ricostruire, seppure per sommi capi, l’evoluzione della comunità italiana in Svizzera e - io direi - in Europa, partendo dall’identità degli individui e scoprendone memorie, coscienza del presente, progetti per l’avvenire. Oggi e domani, nel tracciare l’evoluzione dell’emigrazione italiana - avremo poi modo di ascoltare alcuni connazionali che hanno avuto successo nel Paese ed hanno dato un forte contributo al suo sviluppo - vorremmo riappropriarci delle nostre radici, prendere coscienza di quanto oggi siamo nelle realtà politiche, economiche, sociali e culturali di questo Paese e nel contesto delle Nazioni in cui viviamo ed operiamo".
"Di concerto con la delegazione svizzera - ha ricordato Gianni Farina - abbiamo chiamato questo nostro incontro ‘Evoluzione di una risorsa’. È un’affermazione ambiziosa ma è anche e soprattutto la valorizzazione di una realtà: da emigrati a cittadini, cittadini svizzeri, cittadini di una Unione Europea ancora tutta da costruire di cui la Svizzera fa parte di fatto per tradizione, storia, cultura, interessi economici, sociali, commerciali, umani. Essenziale quindi, io credo, sia ricercare oggi i profili culturali, linguistici, sociali, economici, imprenditoriali, le possibilità di partecipazione politica e di impegno civile della comunità italiana come sono stati vissuti da ogni emigrato in passato, dalla maggioranza di noi tutti nel corso della costruzione delle nuove identità personali e collettive della comunità italiana.
Farina ha quindi ricordato l’impegno della delegazione svizzera del CGIE nella fase preparatoria, attraverso l’organizzazione di tre tavole rotonde a Zurigo, Losanna, Lugano, ed ha così concluso: "Non si può fare la storia della Svizzera, dei suoi agglomerati urbani, e direi che non si può fare la storia dell’Europa – ha concluso il Vice Segretario generale del CGIE - senza fare la storia degli italiani. Siamo cittadini del villaggio elvetico, siamo cittadini dell’Unione Europea perché qui abbiamo costruito i nostri sogni, i nostri progetti e il nostro avvenire. Cittadini italiani, quindi; cittadini della Svizzera, quindi; cittadini dell’Unione Europea, quindi, per poter costruire nuove occasioni, allargare lo spazio sopranazionale dell’esercizio dei diritti ancora incompiuti, civili e politici, di ogni appartenenza etnica e nazionale e per poter godere appieno dei diritti fondamentali e delle libertà sanciti nella ‘Carta dei diritti’ dell’Unione Europea" (Inform).