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INFORM - N. 185 - 2 otttobre 2002

Presentato il Programma di attività 2002-2003 della Caritas di Roma. Un calendario a 360 gradi sul variegato disagio della Capitale

ROMA - E' stato presentato, presso l'Aula Magna della Pontificia Università Lateranense, il Programma di attività 2002-2003 della Caritas Diocesana di Roma. Un folto calendario - illustrato con dovizia di particolari in una specifica pubblicazione dal significativo titolo "Il Vangelo a fianco dei poveri" - che prevede importanti incontri congressuali, diocesani e formativi. Tra gli appuntamenti a breve scadenza spiccano la consueta presentazione del Dossier Statistico sull'Immigrazione (il rapporto sarà intitolato "Lavoratori e cittadini" e verrà distribuito il 23 ottobre), la serata del 16 ottobre al Teatro Argentina in memoria Don Luigi Di Liegro (un evento di dialogo e musica con la partecipazione di Francesco Storace e Walter Veltroni), il convegno del 6 novembre dal titolo "Immigrati e zingari: Salute e diseguaglianze" (un incontro organizzato con la collaborazione dell'Istituto Superiore di Solidarietà) e, in occasione della Giornata Mondiale dell'Infanzia, il seminario sui diritti del fanciullo. Sempre nel 2002, ed esattamente dal 16 al 17 dicembre, verrà inoltre organizzato il Convegno Internazionale "Poveri e invisibili. Diritti e salute". Per quanto concerne gli appuntamenti diocesani vanno inoltre ricordati l'incontro del 24 ottobre degli operatori Caritas con l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma Raffaella Milano e il convegno, previsto per il 17 maggio 2003, delle Caritas parrocchiali e dei centri di ascolto.

Ma dal programma vengono illustrati anche 13 progetti formativi e di sostegno che abbracciano l'intero arco del disagio sociale. Iniziative mirate che consentiranno agli operatori di approfondire problematiche specifiche, come ad esempio la sofferenza mentale, il disagio giovanile, la solitudine della terza età, la medicina interculturale e il drammatico mondo delle carceri. Da segnalare infine i numerosi programmi di solidarietà internazionale - finalizzati al concreto sostegno delle popolazioni più povere, alla formazioni delle giovani generazioni e alla ricostruzione dei nuclei urbani colpiti da calamità naturali - che la Caritas sta promuovendo in America Latina, in Africa, in Medio Oriente e nei Balcani.

Nel corso della presentazione il Cardinale vicario Camillo Ruini - dopo aver sottolineato la necessità di comunicare capillarmente il vangelo ai più poveri e agli emarginati - ha ricordato come ancora oggi la carità sia un elemento fondante della missione cittadina. "Oltre al positivo lavoro svolto sulla frontiera della carità - ha inoltre specificato Ruini - la Caritas contribuisce a far maturare nelle nostre comunità una maggiore consapevolezza del fatto che la carità è a tutti gli effetti una dimensione fondamentale dell'esperienza cristiana". Per quanto riguarda gli operatori della Caritas dal Cardinale Ruini è stata invece sottolineata la necessità, al fine di non disperdere questa preziosa ricchezza della Chiesa, di una costante formazione spirituale, motivazionale e culturale che sostenga il difficile cammino dei volontari. In questo contesto, a prescindere dalle variegate e complesse forme di disagio della società contemporanea, la Caritas dovrà inoltre avere la massima attenzione per la persona umana. "La strada che conduce all'uomo - ha infatti precisato l'alto esponente della Chiesa - è una via semplice ed immediata ma, alle volte, può divenire, con l'insorgere di disagi nuovi e complessi, un percorso molto impegnativo. Seri contesti di emarginazione che devono essere portati a conoscenza dell'opinione pubblica e delle Istituzioni".

Un aspetto, quello della centralità della persona umana, che nel corso di un breve ma intenso colloquio ci è stato ribadito anche dal Direttore della Caritas Dicesana di Roma, Mons. Guerino Di Tora. "Nel programma di quest'anno - ha esordito il successore di Mons. Di Liegro - noi vogliamo evidenziare due orientamenti fondamentali. Il primo riguarda le situazioni delle nuove povertà a Roma e quindi l'avvio di un capillare monitoraggio di tutte le realtà territoriali. L'altro elemento caratterizzante del programma sarà invece la formazione degli operatori e dei responsabili parrocchiali e territoriali. Stiamo parlando dunque di un calendario molto vasto in cui noi abbiamo cercato di dare una prospettiva a 360 gradi, tra le numerose tematiche trattate quelle dei nomadi, degli immigrati e delle malattie mentali, del variegato disagio della Capitale.

Su tutti questi settori – ha continuato Di Tora sottolineando l'importanza di un costante aggiornamento professionale dei volontari - abbiamo proposto validi momenti di formazione per i nostri operatori. Quella che cerchiamo di portare avanti è infatti una costruttiva qualificazione professionale dei volontari che si occupano direttamente delle persone. Quindi non solo preoccupazione per il disagio, ma una maggiore attenzione per gli emarginati nel loro contesto sociale. Tutto questo ci consentirà di affrontare le nuove forme di disagio, come ad esempio il barbonismo e l'improvviso impoverimento di interi nuclei familiari, che caratterizzano il tessuto sociale della Capitale". (Lorenzo Zita-Inform)


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