Mediatori culturali - Concluso il Seminario nazionale "Ponti fra culture"
PADOVA - "La mediazione culturale nel settore dell’immigrazione deve uscire dallo spontaneismo e dalla sperimentazione di questi anni per diventare sempre più risposta organizzata alle diverse esigenze nelle molteplici realtà sia istituzionali che private (scuola -sanità - lavoro - luoghi di cultura)". Con queste parole l’Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon ha aperto la seconda e ultima giornata del seminario nazionale "Ponti fra culture" presso il Centro congressi "Papa Luciani" di Padova. Il seminario è stato organizzato dal Ministero del Lavoro e dalla Regione Veneto d’intesa con tutte le altre Regioni: l'iniziativa ha inteso fare il punto e indicare un profilo professionale omogeneo ma flessibile di questa importante figura di tramite tra enti locali, strutture sociali, sanitarie, culturali, economiche e stranieri immigrati.
In questa seconda giornata si è tenuta una tavola rotonda, coordinata dall’Assessore veneto, sul tema "strategie e prospettive: verso la definizione del profilo professionale del mediatore culturale" alla quale hanno preso parte imprenditori, amministratori locali, sindacalisti, esponenti dell’associazionismo dell’immigrazione e della Caritas. "Per arrivare a un profilo professionale condiviso del mediatore culturale - ha spiegato Zanon - va tenuto conto delle situazioni specifiche con la quale l’immigrazione si presenta nelle regioni e nelle città d’Italia ma va tenuto conto anche di un quadro nazionale che, con la nuova legge Bossi-Fini, richiederà un approccio molto più organizzato che in passato. Penso, ad esempio - ha aggiunto - agli sportelli presso le Prefetture, allo stretto legame tra lavoro e alloggio: situazioni che richiederanno senza alcun dubbio l’utilizzo sistematico delle figure professionali dei mediatori culturali".
Zanon ha sottolineato poi il rilevante contributo fornito dalla Regione Veneto in questo settore, con la costituzione del Tavolo unico di concertazione sull’immigrazione che raggruppa tutti gli enti pubblici e privati che hanno competenza nel settore "tavolo che - ha ricordato - con le modalità organizzative che si è dato rappresenta un modello esportabile anche per le altre realtà regionali". Di questo ‘modello veneto sull’immigrazione’ fanno parte anche gli accordi di programma tra Regione e Provincie venete che comprendono anche progetti specifici sulla mediazione culturale. (Inform)