Zanon: "il Veneto è impegnato a promuovere l'integrazione culturale degli immigrati"
VENEZIA - "Dalle indagini delle Fondazioni Corazzin e Nordest sull'immigrazione nella nostra regione, emerge chiaramente che il Veneto è ancora culturalmente impreparato ad affrontare questo fenomeno complesso quanto ineluttabile: la necessità di colmare questo ritardo e di promuovere l'integrazione degli immigrati nel nostro tessuto sociale sono, da tempo, tra i primi punti dell'agenda politica della Giunta regionale". Questo il commento dell'assessore regionale ai flussi migratori, Raffele Zanon sulle ricerche relative all'immigrazione presentate nei giorni scorsi al Cnel dai due istituti di ricerca veneti.
"Sui percorsi d'integrazione - ha aggiunto - non a caso siamo tra le Regioni più attive sul piano nazionale: se vanno indubbiamente tenuti presenti i problemi di manodopera delle imprese, un'attenzione ancora maggiore deve essere data alle ricadute sul tessuto sociale causate dal fenomeno migratorio ed ai percorsi per realizzare l'integrazione degli immigrati". Dopo aver ribadito che il Piano programmatico triennale per l'immigrazione predisposto dalla Regione si inquadra in un disegno che vuole, da una parte, rispondere alle esigenze del mondo delle imprese e, dall'altra, alla necessità di dare una dignità piena ai lavoratori stranieri presenti nel nostro territorio e con regolare permesso di soggiorno, Zanon ha ricordato che, su questo fronte, vi sono alcune priorità: la prima è quella dell'apprendimento della lingua italiana, la vera rivoluzione culturale che si può compiere nei confronti di queste persone; la seconda è quella di una formazione mirata all'inserimento lavorativo per non creare situazioni di marginalità o di parcheggio che non possiamo permetterci specie dopo l'approvazione della legge Bossi-Fini; la terza è quella degli strumenti d'integrazione che verranno attivati dalla Regione.
"Il salto di qualità culturale sul problema dell'immigrazione - ha detto infine Zanon - deve essere compiuto dalle Amministrazioni pubbliche, dalle Prefetture, in primo luogo, che saranno chiamate a rispondere a nuovi importanti compiti, dalle Ulss, dai Comuni su cui ricade spesso il peso amministrativo della presenza dei lavoratori stranieri sul nostro territorio. La Regione sarà in prima fila in questo impegno: non a caso nei giorni 24-25 giugno abbiamo organizzato a Padova un seminario nazionale sull'integrazione culturale, intitolato 'Ponti tra culture', che coinvolgerà tutte le Regioni sull'individuazione degli attori della 'mediazione culturale', quelle nuove figure professionali specificatamente preparate per questo compito". (Inform)