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INFORM - N. 91 - 9 maggio 2002

In Canada illegale la ricezione di programmi satellitari dall'estero. Lizzola (CGIE): "Indifferibile una decisione per Rai International"

TORONTO - "La decisione della Corte Suprema dell’Ontario che vieta la ricezione di programmi satellitari provenienti dall’estero ha sostanzialmente messo fuori legge innumerevoli decine di migliaia (forse centinaia di migliaia, visto che le antenne ora incriminabili sono fra 500.000 e un milione) di concittadini italiani residenti in Canada". E' quanto scrive Claudio Lizzola, vice presidente dell'Associazione nazionale Azzurri nel Mondo e rappresentante di Forza Italia nel CGIE, in una lettera inviata al Console Generale di Toronto, Francesco Scarlata

"Si tratta - rileva Lizzola - di un fatto di estrema gravità: è semplicemente inconcepibile pensare che residenti di questo Paese sono ora passabili di incarcerazione fino ad un anno per aver voluto ricevere programmi televisivi prevenienti dalla madrepatria.

La mancanza di valide alternative alla ricezione di RAI International, visto che Telelatino non può essere considerata che una soluzione di assoluto ripiego, rende questa situazione ancora più grave.

Ho già provveduto personalmente ad informare il Presidente della RAI e la direzione di RAI International, ponendo la questione dell’indifferibilità dell’acquisizione da parte loro di una licenza per un canale canadese. Ho ricevuto risposte confortanti ma non definitive e, soprattutto, già sappiamo che se una soluzione verrà trovata, non sarà certo immediata.

Lo Stato italiano non può permettere, a mio avviso, che un così grande numero di suoi cittadini venga criminalizzato da un dispositivo legale profondamente contrario ad un diritto umano fondamentale: quello della libertà di informazione".

La lettera dell'esponente del CGIE termina con la richiesta "di rendere il Governo italiano edotto di questo serissimo vulnus alla libertà dei suoi cittadini affinchè possa prendere tutte quelle misure di protesta e anche di ritorsione, qualora fossero necessarie, per ristabilire l’integrità di uno dei più elementari diritti dell’individuo" (Inform).


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