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INFORM - N. 79 - 22 aprile 2002

I settant'anni della Casa d'Italia di Montevideo, Uruguay

MONTEVIDEO - Il 21 aprile la Casa d'Italia di Montevideo ha compiuto settant'anni. I festeggiamenti sono iniziati sabato 20 con una cena nella sede di Liber Arce 3377, Montevideo, alla presenza del Console d'Italia, del Presidente del Comites e di presidenti di Associazioni italiane. Sulla vita della Casa d'Italia il presidente emerito Mario Lannutti Bonanni ha scritto l'articolo che segue.

Il 21 aprile 753 A.C. – secondo quanto ci ha tramandato la Storia – nasce Roma; nello stesso giorno del 1932, un gruppo di buoni emigranti italiani e discendenti si riuniscono e di comune accordo fondano un’Istituzione che doveva servire ad affratellare uomini del Nord, Sud e Centro Italia, prescindendo da ogni spirito regionalistico, bensì sorretti dal grande amor di patria, dal sentirsi figli d’una stessa madre-terra: l’Italia!

Tanti sono stati pure i moventi per la fondazione che, in sintesi, ricordiamo: difendere tutto ciò che stesse relazionato con Italia: usi, costumi, tradizioni, cultura, ma senza dubbio uno spirito d’amicizia che servisse ad affratellare ogni emigrante, per aiutarsi in forma reciproca e preoccuparsi specialmente di coloro che arrivavano in queste care terre con la speranza o l’illusione di "fare l’America"!.

Molti si sono sacrificati ed hanno ottenuto grandi obiettivi: avere un proprio tetto, dare ai figli una buona educazione e cultura, creare ditte industriali e commerciali, tornare a baciare la terra natia; parecchi hanno girato il mondo; molti altri…. quasi niente di tutto questo.

Sarebbe troppo lungo e tedioso tornare a cavalcare le varie tappe vissute dalla nostra Istituzione. Per meglio comprendere le differenze che hanno provocato le varianti attraverso lo spazio ed il tempo, bisognerebbe tenere in conto uno dei fattori fondamentali che hanno dato vita ad Istituzioni ed Associazioni, specialmente quelle sorte dopo il 1950. Fra di noi ci sono alcuni che si sono conosciuti, hanno stretto amicizia grazie a quelle riunioni sociali, fatte di pranzi, cene, balli, giochi a carte, lezioni d’italiano, corsi di perfezionamento nel campo artigianale, gite turistiche, etc.

Si sono realizzati dei matrimoni e parecchi degli Associati d’allora diedero vita ad altre Istituzioni come: l’Abruzzese, la Calabrese, la Campana, la Laziale, etc.

Non possiamo nominare tutti coloro che sono stati veramente attivi protagonisti di tante azioni, opere, di tanti momenti d’allegria, di solidarietà. Ci si permetta ricordare alcuni che ci hanno lasciati, come i Signori Giorgio e Vincenzo Gugliotta, Francesco Pugliese, Domenico Manzo, Francesco Casella. Per loro vada un affettuoso plauso.

Altri Associati, quando noi di terza età staremo riposando all’ombra dei cipressi, accompagnati dall’eterno silenzio; quando amici nostri - presenti e futuri -, figli nostri in onore alla memoria di quelli che cercarono sempre l’unità degli italiani, fecero o tentarono di realizzare qualcosa a beneficio di tutta la Collettivitá Italo-Uruguaiana e Italiana, grazie sempre al grande affetto e simpatia di tanti onesti concittadini, continueranno a difendere tutti i valori universali di lavoro, amicizia, giustizia, etc.; allora noi benediremo quelli che verranno, uno ad uno, ci sentiremo orgogliosi, felici perché tutto quanto è stato fatto non fu…..invano !

Ricordiamo pure alcune realtà della Casa d’Italia di questi ultimi 25 anni: si comprò l’immobile attuale e, a passi lenti, in diversi tappe, si mise in funzionamento prima la saletta piccola, si abbellì la facciata; successivamente si costruì il salone grande; inoltre lo scheletro del salone, il tetto, poi il pavimento, quindi si rinnovarono le suppellettili, tavolini, sedie, palcoscenico, etc.

Come non ricordare che per oltre dieci anni, grazie alla collaborazione dei membri del Consiglio Direttivo, ma specialmente grazie alla Famiglia Quartarolo, cioè a Francesco, a Violeta, ad Angela ed amici, la Collettività Italiana e la popolazione italo-uruguaiana hanno potuto vivere tanti momenti di grande allegria, attraverso il Balletto "Casa d’Italia", che partecipò sempre ad ogni evento musicale e culturale italiano.

C’è ancora molto da fare: adesso ci auguriamo che forze nuove, spinte da quella ammirazione che hanno avuto i nostri progenitori e che abbiamo tutti noi, si avvicinino a Casa d’Italia per difendere il patrimonio, per tramandare ai posteri quanto di buono e di bello è stato fatto, per fare conoscere sempre di più quello che vuol dire italico a livello universale; storia, arte, cultura. (Mario Lannutti Bonanni-Inform)


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