Perché è stato chiuso il Vice Consolato di Locarno? La risposta del Sottosegretario Ventucci all'on. Zacchera che si è dichiarato insoddisfatto
ROMA - Nonostante le assicurazioni date, i disagi derivanti dalla ristrutturazione della rete consolare continuano a farsi sentire. Problemi che solo raramente approdano nelle sedi parlamentari. In questo contesto assume rilievo l'interrogazione sui motivi della soppressione del Vice Consolato di Locarno (Canton Ticino), presentata dall'on. Marco Zacchera (AN) cui ha risposto alla Camera, in Commissione Affari Esteri, il Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Cosimo Ventucci.
Il rappresentante del Governo ha in primo luogo sottolineato come a tutt'oggi la rete diplomatico- consolare italiana sia una delle più estese tra quelle dei paesi industrializzati e possa contare su 136 Ambasciate e Rappresentanze, 114 Uffici consolari e oltre 510 Consolati onorari. Dopo aver ricordato che negli ultimi anni la funzionalità della rete ha molto risentito dell'inadeguatezza delle risorse umane e finanziarie e dei vincoli imposti dal risanamento del bilancio pubblico, Ventucci ha osservato che il Ministero degli Affari Esteri ha portato avanti, a partire dal 1996, un'azione di ristrutturazione e razionalizzazione della rete, diretta ad assicurare la massima efficienza.
Secondo Ventucci il piano di razionalizzazione si è inoltre attenuto a principi di estrema selettività e si è articolato in fasi diverse. I principali criteri seguiti per la chiusura degli uffici consolari sono stati la vicinanza rispetto ad altre strutture medio-grandi, l'adeguatezza tecnologica delle infrastrutture ed il livello di integrazione delle locali comunità italiane. Se in un primo momento infatti sono state chiuse una rappresentanza permanente, quattro ambasciate e diciannove strutture consolari, in una seconda fase, avviata nel 1999, sono stati soppressi altri dieci uffici consolari, in Europa, nei Paesi del Mediterraneo e Medio Oriente ed in Canada. Provvedimenti radicali che sono stati bilanciati dal potenziamento della presenza istituzionale italiana in aree di crescente interesse economico per il nostro Paese.
La chiusura del Vice Consolato in Locarno, fissata a decorrere dal 31 ottobre 2000, si è dunque inserita - ha rilevato il Sottosegretario - nella seconda fase del processo di ristrutturazione, che ha direttamente interessato la rete svizzera. Una realtà, quest'ultima, caratterizzata da 22 piccoli uffici consolari ad alto costo e a bassi livelli di funzionalità, che - ha detto - appariva superata e non rifletteva il contesto di una collettività italiana ben inserita nel tessuto socio-economico del Paese d'accoglienza.
La chiusura non deve pertanto essere attribuita ad una mera esigenza di bilancio, finalizzata alla riduzione dei costi della rete all'estero, ma all'obiettivo di creare strutture polifunzionali di maggiori dimensioni ed in grado di offrire agli utenti un più elevato livello di qualità dei servizi. Prerogative, queste ultime, che potranno essere offerte dal Consolato generale di Lugano. Una struttura distante 40 chilometri da Locarno che, grazie anche alle opportunità offerte dalla tecnologia informatica, potrà assolvere pienamente ai compiti previsti.
Nella replica l'on. Zacchera si è dichiarato totalmente insoddisfatto della risposta governativa ed ha sottolineato che la logica avrebbe suggerito ben altre decisioni. Per il rappresentante di AN i disagi derivanti dalla chiusura del Vice Consolato italiano di Locarno - peraltro ospitato in un pregevole immobile di proprietà dello Stato italiano che ora risulta abbandonato - potevano essere ovviati attraverso l'apertura di un'agenzia consolare direttamente collegata con il Consolato generale di Lugano. La soppressione decisa dal Governo, lungi dal produrre sostanziali risultati di carattere economico per l'erario, comporta invece grandi difficoltà, anche di spostamento, per i nostri connazionali residenti in loco e questo - ha concluso Zacchera - avverrà sia a causa dell'insufficienza logistica del Consolato generale, sia per le lacune dei servizi telefonici offerti dalla sede di Lugano. (Lorenzo Zita-Inform)