Svizzera - Bilancio di due anni di attività della presidente della Commissione federale degli stranieri
BERNA - La presidente uscente della Commissione federale degli stranieri (CFS), Rosemarie Simmen, prima di lasciare il suo incarico ha voluto tracciare un bilancio dell’operato di questo organismo consultivo negli ultimi due anni. All’inizio del 2000 la CFS si trovava in una profonda crisi per la mancanza di fiducia delle associazioni degli stranieri nella volontà delle autorità di avviare una nuova politica di integrazione. La Simmen ha avuto il merito di ricucire gli strappi e di riavviare il lavoro della CFS, che svolge un ruolo molto importante di collegamento tra il governo e quella parte della popolazione residente in Svizzera che non gode di diritti politici.
Da due anni la Commissione ha assunto il compito di verificare le domande di finanziamento per progetti a favore dell’integrazione e di destinare, così, i fondi federali messi a disposizione per questo scopo. Alla CFS compete anche la formulazione di concrete proposte per la politica migratoria e la mediazione fra i diversi gruppi interessati da queste misure. L’idea della naturalizzazione automatica degli stranieri della terza generazione, ad esempio, è una proposta nata già alcuni anni fa in seno alla CFS.
La Simmen indica per il futuro la necessità di intensificare l’azione a favore dell’integrazione, di velocizzare i ricongiungimenti famigliari aiutando in particolare le donne che non lavorano ad inserirsi nella società di accoglienza e di rendere più agevole l’acquisizione della cittadinanza svizzera. (Luisa Deponti-CSERPE/Inform)