La soddisfazione di Tremaglia: "Ha vinto la politica dell'intesa, l'unica percorribile quando sono in ballo interessi generali"
ROMA - Il ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, presente alla seduta, ha preferito non prendere la parola nel corso del dibattito, e lasciare la sua "dichiarazione di voto" per la pubblicazione in calce al resoconto stenografico. "Sono stato zitto per scaramanzia", ha detto dopo le votazioni. Per Tremaglia la bocciatura, nell'articolo 8, del requisito della residenza per i candidati nella circoscrizione Estero avrebbe stravolto completamente la legge: "Quando noi diciamo che i candidati devono essere cittadini italiani residenti all'estero facciamo una riserva di carattere costituzionale che abbiamo ottenuto proprio dall'approvazione dei nuovi articoli 48, 56 e 57 della nostra Carta costituzionale per dare la possibilità ai nostri connazionali di eleggere direttamente i propri rappresentanti nel Parlamento italiano. Da qui nasce l'esigenza assoluta, in linea di diritto e in linea politica, di avere come candidati gli italiani residenti all'estero. Solo così viene garantita la rappresentanza politica degli italiani nel mondo".
Tremaglia, visibilmente commosso per l'esito delle votazioni, si è detto convinto che la legge non troverà ostacoli al Senato, dove l'articolo 8 era già stato votato al termine della precedente legislatura, il 22 febbraio scorso. "Il miracolo - ha aggiunto - è aver cambiato la Costituzione. Ha vinto la politica dell'intesa, con la sinistra, con i cattolici. L'unica percorribile quando sono in ballo interessi generali".
Un pensiero anche per il figlio Marzio: "Questa legge è un atto di vera democrazia e di giustizia, è un atto d'amore e di riconoscenza a tutti gli italiani nel mondo che nasce dal profondo del cuore. Dedico questo grande successo a ognuno di voi e a chi mi guida dal Cielo". (Inform)