"Privilegiare gli oriundi italiani nel rientro nella terra d'origine".
Mozione n. 1 presentata dall’On.le Meo Zilio
TENUTO CONTO
della situazione di indigenza in cui si trovano molti italiani e oriundi italiani all’estero, non solo anziani di prima generazione che non hanno avuto fortuna ma soprattutto giovani discendenti in cerca di occupazione , specialmente nell'America Latina (basti pensare all’Argentina o al Brasile o al Venezuela); situazione acuita dalla crisi economica nei rispettivi paesi ;
TENUTO CONTO
altresì delle crescenti richieste del mercato del lavoro in Italia nei vari settori anche tecnici, intellettuali e delle professioni, cominciando dagli infermieri professionali per finire agli esperti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione:
l’ASSEMBLEA GENERALE DEL C.G.I.E.
fermo restando l’invito prioritario al Governo italiano ad operare per favorire lo sviluppo dei paesi emergenti con provvedimenti di cooperazione internazionale sostanziati di politiche di formazione e di partenariato economico e commerciale e con misure di solidarietà che favoriscano la crescita sociale e culturale delle popolazioni interessate: e fermo restando, altresì, che tale sollecitazione sia incisivamente rivolta alle istituzioni europee, titolari di poteri di indirizzo e di progetti di cooperazione,
RITIENE
che sia interesse del Paese, oltre che moralmente doveroso, privilegiare gli oriundi italiani nel rientro nella terra d’origine mediante opportuni strumenti normativi.
Al riguardo l’Assemblea Generale del C.G.I.E. individua come primo immediato provvedimento la riserva di una congrua quota "ad hoc", rivolta soprattutto ai giovani, all’interno della "Programmazione dei flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2001" di cui alla bozza del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri attualmente sottoposta al parere delle Commissioni competenti delle Camere.
In particolare auspica che agli oriundi italiani che dimostrino tale qualità la quota di cui sopra venga riservata nei singoli contingenti riguardanti i vari scaglioni (che nell’insieme assommano a 33.000 unità) previsti dall’art. 2 della stessa bozza di decreto .
Tale provvedimento dovrà essere integrato con ulteriori norme che incoraggino e sostengano, anche a livello regionale, adeguati corsi di formazione professionale in vista dell’inserimento dei giovani oriundi nel mercato del lavoro italiano come d’altronde è stato espressamente richiesto nella risoluzione finale della Prima Conferenza Mondiale degli Italiani all’Estero. (Inform)