La penuria di manodopera qualificata crea problemi alla Svizzera
LUGANO - Cominciano prima del tempo a diventare realtà gli appelli lanciati da studiosi e analisti: alcuni settori avvertono la mancanza di manodopera specializzata (la disoccupazione in Svizzera oscilla asttorno al 2%).
Risultato di uno scarso impegno per promuovere la formazione di specialisti - si chiede il CEDIEM (Centro Documentazione e Informazione Emigrazione) dell'Associazione Valtellina in Ticino - o previsioni sbagliate sull'assunzione di manodopera straniera?
I problemi maggiori sono segnalati in particolare nell'informatica, nelle telecomunicazioni e nel settore sanitario. Ma secondo il Segretariato di Stato dell'economia la mancanza di operai specializzati è avvertita anche nel settore della costruzione di macchine, nel turismo e nell'edilizia. Ne è testimonianza il numero elevato di annunci di offerte di lavoro che si leggono nella stampa elvetica.
In Ticino la situazione sembra più critica: lancia l'allarme il presidente dell'Associazione industrie ticinesi (AITI) secondo il quale molte fabbriche non riescono più a mantenere il termine di consegna delle commesse giungendo perfino a rubarsi reciprocamente gli operai.
Sul problema si assiste ad un balletto tra il settore economico e i sindacati: questi ultimi non ritengono preoccupante la situazione che . secondo loro - è normale in periodi di buona congiuntura.
Questo contraddittorio tra forze economiche e forze sindacali potrebbe condizionare le autorità politiche a dilazionare nel tempo e scremare nel numero le autorizzazioni di ingaggio di personale estero.
C'è ancora chi si chiede: la libera circolazione delle persone, fissata nell'ambito degli accordi bilaterali con l'Unione Europea, non potrebbe rendere meno acuto il problema?. (Inform)