* INFORM *

INFORM - N. 222 - 11 dicembre 2000

Malgrado gli ostacoli vince l'italianità delle donne

LECCE - "Giulio Cesare per disfarsi delle persone a lui scomode, le mandava a combattere in terre lontane" dice una delegata del Brasile dopo l’ennesimo ritardo. Anche le polemiche sanno tanto di italianità. L’esercito delle donne italiane nel mondo non si piega, neppure di fronte alla disorganizzazione che le ha accompagnate fino a Lecce per una due giorni (sabato e domenica) dedicata alla loro voglia di esserci in questo Paese che le strapazza. Hanno attraversato mare e monti per rivedere la luce mite della loro patria d’origine, abbandonata per inseguire i capricci del destino. Hanno volato per ore con l’emozione nel cuore. Sono arrivate venerdì e sono state inghiottite dagli immensi corridoi dell’Ergife, albergo lontano dalle luci sfavillanti di una Roma in versione natalizia.

Poche ore di sonno, poi sabato di nuovo tutte in marcia. Destinazione: Lecce. E tra i merletti bianchi di questa splendida città barocca si sono raccontate, hanno chiesto visibilità, hanno spiegato che non sono più quelle dei fazzoletti neri stretti sotto il mento. Il tempo è passato anche per loro.

Per loro che, con la nostalgia nel cuore, sono diventate imprenditrici, docenti universitarie, mamme e mogli che rivendicano pari opportunità e voglia di contare. In Italia, come nel resto del mondo.

Ma arrivarci fino a Lecce! Al di là delle belle intenzioni, il disguido è d’obbligo. I problemi sono iniziati subito, alla partenza da Roma il sabato mattina. C’è chi è riuscita a conquistare una comoda poltrona in aereo , chi invece si è dovuta accontentare di un passaggio-pullman (nove ore per raggiungere l’agognata meta). E la prima giornata di lavori si è conclusa con tante polemiche e una mezz'oretta di convegno. Niente male, come inizio.

Gli organizzatori della manifestazione non ci stanno. E vanno giù duro con le critiche. La prima a finire nel mirino: l’Alitalia, per il "disinteresse" dimostrato. Franco Danieli, sottosegretario agli Esteri, sbotta: "La compagnia di bandiera – spiega – era stata chiamata a mobilitarsi dal mese di maggio, ma non abbiamo mai avuto risposta. E’ indecoroso". Anche Franca Prisco D’Alessandro, della Commissione affari esteri del Senato e componente del comitato organizzatore della conferenza mondiale, non accetta alibi: " Abbiamo rivolto un’accoglienza alle nostre compatriote che peggiore non poteva essere", tuona. Critiche e difficoltà non hanno spezzato il fiato a queste maratonete dell’italianità. Nervi saldi, a Palazzo dei Celestini non hanno rinunciato ad essere protagoniste, anche se un po’ stropicciate. Non importa, la vita le ha allenate a superare ostacoli ben più alti. A Lecce si è combattuto contro il tempo: sveglia presto, incontri spezzati da pasti veloci, l’incognita del rientro a Roma. Alla fine, la rivincita: tra le righe di un documento: quelle donne "lontane" hanno fissato il loro valore.

Giulio Cesare questa volta ha perso la sua battaglia. Le donne italiane nel mondo sdrammatizzano sulle note di un " Mazzolin di fiori". Sia in pullman che in aereo ha vinto la loro italianità. (Valentina Benedetti-Inform)


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