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INFORM - N. 222 - 11 dicembre 2000

Tremaglia: le ragioni del cuore

ROMA - Appassionato l'intervento dell'on. Mirko Tremaglia, presidente del Comitato parlamentare degli italiani all'estero, nella sessione inaugurale della Prima Conferenza degli italiani nel mondo.

Dopo aver espresso la sua gratitudine al presidente della Repubblica Ciampi, presente in sala, per le parole che rivolse agli italiani all'estero in occasione del suo discorso d'insediamento davanti al Parlamento riunito ("In questo momento sento anche la voce degli italiani che sono nel mondo..."), ricordando con riconoscenza un intervento improntato ai valori oltre che ai contenuti puramente politici, Tremaglia ha auspicato che la Conferenza segni l'avvio di nuovi e più stretti rapporti tra gli italiani e i Paesi ospitanti, riferendosi anche alla presenza del presidente di Malta, Guido De Marco, anch'egli di origine italiana. Ha poi espresso la sua profonda emozione nel trovarsi di fronte ai rappresentanti di quell' "altra Italia" che ha diffuso nel mondo sia la cultura, l'arte e la lingua del nostro paese, sia vitalità e creatività nei settori più moderni del commercio e della tecnologia.

L'esperienza politica e legislativa di 45 anni, scandita da tappe fondamentali quali la legge sulla reiscrizione degli emigrati nell'Aire, la Seconda Conferenza nazionale dell'emigrazione del 1988 e la riforma dell'articolo 48 della Costituzione che ha istituito la Circoscrizione Estero, ha ridato dignità a quei circa quattro milioni di cittadini italiani e ai circa sessanta milioni di origine italiana sparsi nel mondo, ponendo fine ad una vera e propria discriminazione. A tale riguardo Tremaglia ha lodato i contenuti del documento unitario della Conferenza nazionale del 1988, soprattutto dove si afferma che la questione dell'italianità ha un carattere politico comune per la testimonianza di alta civiltà che i nostri connazionali hanno dato e continuano ad offrire nei vari Paesi del mondo. Questo spirito unitario di promozione e di sostegno ha innervato quella "politica dell'intesa" che in virtù di una maggioranza trasversale ha prodotto diversi risultati a livello legislativo.

E' un riconoscimento che la Patria deve a quegli italiani che hanno sofferto all'estero pesanti discriminazioni e subito diverse sciagure, come Marcinelle in Belgio. Grazie alla tenacia e al lavoro di questi connazionali, oggi il nome dell'Italia è stato riscattato e questa Conferenza ha l'obbligo morale di celebrare ed esaltare questa gloriosa italianità nel mondo che può guardare a testa alta verso il futuro.

Riguardo alla legge ordinaria di attuazione delle modifiche costituzionali, le proposte che Tremaglia, come politico, si sente di fare sono quelle di un voto dei connazionali all'estero secondo il metodo proporzionale, per corrispondenza, su due preferenze, in cui i candidati siano essi stessi cittadini italiani residenti all'estero, promuovendo anche su questo piano quella informazione "di ritorno" di cui si sente generalmente la mancanza.

Particolarmente commosso il passaggio in cui Tremaglia, ricordando la vittoria del 18 ottobre 1999, quando la Camera approvò definitivamente la modifica all'articolo 48 della Costituzione, ha ammesso di aver pronunciato in aula un discorso rotto dall'emozione per la recente scomparsa del figlio Marzio. Ricordo che ha provocato un lungo applauso dell'assemblea mentre al termine dell'intervento Ciampi gli ha voluto stringere la mano. (Luca Di Sciullo-Inform)


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