Una ricerca della Caritas di Roma
I dati statistici aggiornati sugli italiani nel mondo
ROMA - Sono quattro milioni i cittadini italiani che vivono all’estero, in prevalenza nell’Unione Europea (56%) e nell’America Latina (30%) ma anche, e in misura non trascurabile, nel Nord America e in Australia. Ai primi posti vengono la Germania, la Svizzera e l’Argentina, paesi con più di mezzo milione di italiani, seguiti da Francia e Brasile con più di 300 mila connazionali. Questo conteggio tiene conto solo degli italiani che hanno mantenuto la cittadinanza, mentre gli oriundi italiani (persone che hanno preso la cittadinanza del posto e loro discendenti) sono ormai più di 60 milioni,
Su questa "altra Italia", non sempre conosciuta, è stata condotta una ricerca dall’équipe del "Dossier Statistico Immigrazione" della Caritas di Roma in occasione della Prima Conferenza degli Italiani nel mondo (Roma, 11-15 dicembre 2000). Al fine di poter ottenere il maggior numero di informazioni sono stati incrociati i dati delle anagrafi dei consolati italiani, acquisiti sul posto, con quelli che il Ministero dell’Interno ottiene per tutto il paese sugli espatriati iscritti nell'AIRE dei singoli comuni.
E’ risultato, così, che i 3.930.499 italiani registrati dai consolati sono inegualmente distribuiti per aree territoriali. Il 60%, infatti, è costituito da meridionali: ogni 10 italiani nel mondo 2 sono siciliani, 1 campano, 1 pugliese e 1 calabrese. Comunque, lo stesso Nord è ben rappresentato, e questo come effetto dei flussi in uscita, che una volta erano massicci anche in quelle regioni: vi è un veneto ogni 14 italiani all’estero, un lombardo ogni 15 e un laziale ogni 20.
Tenuto conto della popolazione italiana attuale (57,6 milioni) a fronte di 100 che vivono in Italia vi sono 7 italiani che risiedono all’estero (4 per il Centro-Nord e ben 11 per il Meridione). Il Molise è il caso più significativo perché vive all’estero un quinto della popolazione regionale.
I meridionali costituiscono la maggioranza nell’Unione Europea e nel Nord America, mentre nell’America Latina sono maggiormente presenti le regioni del Centro e del Nord.
Alcuni paesi esteri risultano essere l’area di prevalente sbocco per molte regioni: la Germania lo è per il Trentino Alto Adige, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Sicilia e la Sardegna, mentre la Francia lo è per la Valle d’Aosta, la Liguria, il Friuli Venezia Giulia, l’Emilia Romagna, l’Umbria e il Lazio. Nella confinante Svizzera si trova il più cospicuo insediamento della Lombardia e del Veneto, così come avviene nell’Argentina per la Calabria e le Marche, nel Canada per l’Abruzzo e nella Gran Bretagna per il Molise.
Secondo mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, "questi dati sui nostri emigrati, unitamente a quelli sull’immigrazione in Italia, aiutano a prendere coscienza che le migrazioni sono uno tra gli indici più significativi della dimensione globale del mondo di oggi". A sua volta il Sottosegretario agli Esteri, on. Franco Danieli, ha sottolineato "le virtualità del patrimonio di questa italianità sparsa nel mondo". (Inform)