Insediata dal ministro Dini la Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero
ROMA - "Le manifestazioni di potenza sono ormai retaggio di un passato che va scomparendo. Nel mondo in cui viviamo è la capacità di utilizzare al meglio gli strumenti della comunicazione che contribuisce a fare politica: una politica estera non più chiusa nelle cancellerie e fatta di intese segrete e confidenziali quanto, piuttosto, una politica estera che allarghi i suoi confini fino a coinvolgere, nella sua azione concreta, il rispetto dei diritti fondamentali della persona, la protezione delle minoranze, la sicurezza alimentare, la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente. La diplomazia culturale diventa così uno degli strumenti più importanti della proiezione esterna di uno Stato".
Lo ha detto il ministro degli Esteri Lamberto Dini nel dare il benvenuto ai membri della Commissione Nazionale per la promozione della cultura italiana all'estero, che si è insediata alla Farnesina nella sua nuova composizione.
"Scambi culturali - ha aggiunto il ministro degli Esteri - come strumenti di dialogo e di confronto; scambi culturali come mezzi per farci conoscere e apprezzare: scambi culturali, ancora, per mantenere viva nelle nostre collettività sparse ai quattro angoli del mondo la memoria della madrepatria". Il maggiore impegno della Commissione - ha precisato Dini - è quello di "favorire il rilancio della lingua e della cultura italiana nel mondo. Perché la lingua e la cultura sono due facce della stessa medaglia". (Inform)