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INFORM - N. 216 -4 dicembre 2000

Veneti nel mondo: l'emigrazione polesana entra a scuola

"La storia e le storie" è il titolo del progetto di ricerca delle testimonianze legate al grande esodo della gente del Polesine tra l'800 e il '900, avviato dall'Ipsia di Rovigo.

ROVIGO - "In una prima fase, nell’anno scolastico 1999-2000 - ci spiega la professoressa Patrizia Righi, che assieme al collega Paolo Bernardi segue più da vicino l'iniziativa - si è proceduto alla ricostruzione storica dell’esperienza di 63.000 polesani che, tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, hanno deciso di emigrare, prevalentemente nel Sud America. Grazie alla collaborazione dell’Archivio di Stato di Rovigo è stato possibile esaminare materiale documentario (lettere, articoli del giornalista polesano Adolfo Rossi) e mettere a fuoco i motivi della partenza, la malinconia del distacco, le illusioni e la realtà spesso drammatica dell’arrivo". Al termine della ricerca l’Istituto ha pubblicato un libro intitolato "Missione nel Brasile" che raccoglie il lavoro di ricostruzione storica e i documenti.

In una seconda fase, avviata nell’anno scolastico in corso, i promotori hanno pensato di ricercare storie individuali, particolari e dettagliate di chi ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza dell'emigrazione. Contattate tramite un articolo de "Il Gazzettino di Rovigo", apparso il 7 ottobre 2000, alcune persone hanno offerto la loro collaborazione all’iniziativa. Gli incontri con i ragazzi sono già cominciati nei locali della scuola e procederanno fino al prossimo Natale.

Il signor Bruno Provasi ha raccontato, documentandola con splendide foto, la sua esperienza in Brasile negli anni ’60 come missionario laico impegnato a costruire ospedali e scuole, tra serpenti velenosi e foreste da disboscare. La scelta del Brasile fu dettata dalla possibilità di rintracciare, cosa che poi avvenne, parenti della madre partiti nel 1898 e arricchitisi come riparatori di mulini e di grandi macchinari per tostare il caffè. Il prof. Lino Legantin ha invece illustrato l’opera del conterraneo Adolfo Rossi che, alla fine dell’800 ha svolto un’impagabile funzione nel convincere il governo statunitense a istituire i primi uffici di collocamento a tutela degli immigrati. Altri contributi da parte di Don Tognin e della signora Graziella Andreotti, dell’Associazione "Polesani nel mondo".

"Il nostro obiettivo - continua la prof. Righi - è principalmente la ricerca storica, la volontà di conoscere, capire e documentare un fenomeno storicamente e socialmente definito, ma non solo. C’è anche la necessità di "fare storia" in maniera diversa, meno scolastica e la consapevolezza che la migrazione è una costante nella storia dell’umanità, che la civiltà è il risultato degli scambi fra culture diverse e, infine, che questi scambi sono condizione essenziale per il progresso. L’emigrazione è una realtà che presenta aspetti simili in ogni Paese del mondo: chi emigra – sotto ogni cielo e in ogni tempo - lascia una famiglia, una terra che ama ma che ha poco da offrire, per recarsi in luoghi nuovi e spesso lontani, con molte illusioni: purtroppo, quello che trova è spesso una realtà non all’altezza delle promesse".

La ricerca dei ragazzi dell’IPSIA è solo all’inizio, ma l’intenzione è quella di raccogliere molte storie e di realizzare un libro che presenti le più belle e significative. Chi ha una storia di emigrazione da raccontare, una storia che corra attraverso il ‘900, che documenti un’esistenza lontana ma comunque legata all’Italia, potrà inviarla, anche corredata di foto o documenti, all'Istituto Professionale per l'industria e l'artigianato (viale Alfieri 43, 45100 Rovigo - tel. 0425-30625), contribuendo così ad arricchire la ricerca degli studenti. (Veneti nel Mondo/Inform)


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