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INFORM - N. 216 -4 dicembre 2000

Le Acli sulla Carta dei diritti fondamentali: un passo avanti, senza però "osare il futuro"

ROMA - Le Acli – assieme alle altre organizzazioni della società civile europea, ai movimenti federalisti e ai sindacati – partecipano alle manifestazioni che si terranno a Nizza il 6 e 7 dicembre in occasione del vertice europeo. Le Acli considerano la "Carta dei Diritti fondamentali dell’Unione": un passo in avanti, senza però "osare il futuro".

Poteva essere una pietra miliare della costruzione dell’Europa; sarà invece solo un timido passo in avanti, frutto di inevitabili compromessi tra le tante anime e le diverse culture dell’Europa.

E’ certamente un testo che contiene aspetti positivi e talora anche innovativi. Ma restano molte ambiguità e alcuni nodi dirimenti. Per esempio sull’assenza di limiti alla libertà d’impresa e alla libertà di esercizio delle arti e della ricerca scientifica; su un concetto di famiglia dai connotati quanto mai ambigui che, di fatto, affianca al modello tradizionale di famiglia fondato sul matrimonio altre forme di convivenza (coppie di fatto e omosessuali); sull’esclusione al preambolo della Carta di ogni esplicito riferimento all’eredità religiosa dell’Europa; sull’assenza di qualsivoglia riconoscimento delle formazioni sociali intermedie, rinunciando così a dare rilievo giuridico ai principi organizzativi sociali della sussidiarietà e della solidarietà, a riconoscere e promuovere il ruolo delle istituzioni della cittadinanza attiva.

La mancanza di coraggio nell’ "osare il futuro" rischia di compromettere il processo di costruzione dell’Europa e di favorire pericolosi ripiegamenti nazionali, proprio nel momento in cui l’Europa deve affrontare profonde e strutturali riforme delle sue istituzioni, rilanciare il cammino dell’integrazione e affrontare le ormai prossime scadenze del delicato processo di allargamento ai Paesi che hanno richiesto di farne parte.

Le Acli chiedono fin d’ora al Governo italiano e alle forze politiche di "osare" e di andare oltre il compromesso finora raggiunto. E rivolgono un appello particolare perché nella campagna elettorale ormai avviata i due Poli assumano impegni precisi sui nodi dei diritti civili e sociali e sulla realizzazione del progetto europeo. (Inform)


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