Apporti imprenditoriali e più latinos negli Stati Uniti. Due fenomeni non comparabili?
Lo svedese Johan Stael von Holstein è il fondatore della "Web Icon Media lab", una figlia autentica della new economy nata e cresciuta tra Svezia, Olanda e Silicon Valley in Nordamerica. Una piccola équipe di giovanissimi ingegneri e ricercatori europei e americani si era ritrovata, dal ’96 in poi, compatta e perfettamente disciplinata intorno al fondatore. Nel 1999 l’impresa ha rilevato il gabinetto newyorchese di consultanti "Web Nicholson N.Y." ed in giugno scorso l’"Insight Tecnology". Ha conquistato clienti di grande prestigio come il "Metropolitan Museum". Emily K. Rafferty, V. Presidente del Metropolitan, ha dichiarato: "non sapevamo ch’essi erano europei, sapevamo però che erano capaci."
"Icon Medialab" è l’ultimo esemplare di un fenomeno più vasto di iniziative, di combinazioni, di imprese che si vanno interessando tra Nord America e Nord Europa. Sono segnalate le società inglesi di rischio impegnate negli Stati Uniti ed in Canada. Le editrici di processi ed apparecchiature logicali, la tedesca Sap, fa degli ottimi affari in America dall’inizio degli anni ’90. Poi si è urtata alle rivali della Silicon Valley che nel frattempo si erano espanse; allora è entrata in forze nella Silicon Valley creandosi la propria società di commercio elettronico, la "Sap Markets", diventando un poco più yankee per quantità e qualità di capitali e di personale.
Gli olandesi di Philips hanno avuto l’idea di impiantarsi massicciamente nell’industria informatica americana. Il momento è favorevole. La simpatia degli americani per l’Olanda appartiene ad un patrimonio storico, risale a prima dell’Indipendenza, ai ricordi delle prime colonie anglo-olando-scandinave (New Amsterdam poi divenuta New York, il Delawere svedese) sulle coste atlantiche. Roel Pieper, cittadino nordamericano figlio di immigrati olandesi, è uno dei più fortunati gestori e padroni dell’informatica nella Silicon Valley. Ha proposto a Philips di annettersi tutti i fabbricanti americani di materiali direttamente e indirettamente interessanti le tecnologie dei prodotti Philips. Si è profilata e si è proposta l’ascesa di Roel Pieper alla Presidenza di Philips ad Amsterdam. La grande casa olandese diventava yankee fino a questo punto? Gli olandesi sono amici del troppo, anche nel loro amore d’America. Così l’americano Roel Pieper è stata respinto. Nondimeno tra Silicon Valley ed Europa si va creando una omogeneità, sul versante nordico.
Tutto ciò è ben seguito e documentato nella rivista "Business Week e Biz".
Le industrie di punta e la finanza operano un riequilibrio nordeuropeo negli Usa, un riequilibrio di attenzione, di interessi, di orientamenti in fondo neppure meramente economici, rispetto all’evoluzione complessiva della società nordamericana e della composizione dello stesso elettorato.
Il numero di elettori ispanofoni dal 1996, anno elle precedenti elezioni presidenziali, è aumentato del 17%. Ci sono 32,4 milioni di persone che parlano spagnolo dei 275 milioni di abitanti degli Stati Uniti. Si prevede che nel 2005 saranno più numerosi della popolazione di colore.
Due fenomeni, che sembrerebbero di diversa natura, la continuazione dell’apporto di ingegno e di affinità più antiche nordeuropee da un lato, la presenza crescente dei latinos dall’altro lato, configurerebbero due scelte a fronte delle candidature politiche, una aristocratica e tradizionale, l’altra più democratica ed egalitaria. Difatti il partito di Al Gore ha accaparrato tendenzialmente i voti ispanici, nonostante gli sforzi di George W. Bush di ingraziarsi l’elettorato dei nuovi cittadini ispanofoni.
Ma le realtà che vi corrispondono sono estremamente fluide e difficili ad essere definitivamente classificate. Non latinos (?), espressione che suona spesso spregiativa, ma latini (certamente) sono anche gli americani di origine italiana, francese, portoghese, romena, i quali potrebbero anche compiacersi di sentirsi un poco latinos anche loro. L’equivoco è tutto da chiarire. Sugli affari, le potenti trasformazioni industriali, e sulla new economy premono altresì il capitale, l’ingegno, la dinamica degli altri Paesi europei oltre il Nord e la Germania, nonché gli asiatici, immigrati compresi. Anche da questo lato tutto è in movimento e sub judice. (Alberto Marinelli-Inform)