CGIE - Commissione continentale Europa-Nord Africa
Santellocco: Sfide culturali nei Paesi mediterranei. Il ruolo degli Istituti di Cultura e la globalizzazione della solidarietà
BERLINO - Cultura italiana all’estero: ne ha parlato Franco Santellocco, componente del CGIE in rappresentanza dei paesi del Nord Africa, alla riunione della Commissione continentale Europa-Nord Africa che si à riunita a Berlino il 13 novembre, alla vigilia della Preconferenza europea.
Per la diffusione della nostra cultura nel mondo - ha detto Santellocco - la struttura portante è ancora l’Istituto italiano di Cultura. Un Istituto di Cultura è per definizione il portavoce della cultura e della lingua del Paese che rappresenta, e non è quindi un monolito tetragono a qualsiasi trasformazione ma un segnalatore attento e vivace che riflette con immediatezza e fedeltà i cambiamenti, gli umori del tessuto culturale del suo Paese. Esso non può farsi vestale di una cultura storica ma deve necessariamente registrare, e con assoluta sincerità, il nuovo, per non creare uno iato pericoloso soprattutto là dove vivono comunità italiane che della nostra cultura non hanno potuto assorbire le svolte più decisive.
Questo impegno gli Istituti lo svolgono promuovendo nel Paese la conoscenza della nostra lingua e della nostra cultura, organizzando corsi linguistici a più livelli, creando legami con le Università e le organizzazioni culturali locali, offrendo tramite il MAE borse di studio a studenti, professionisti che vogliano specializzarsi in Italia, organizzando cicli di manifestazioni culturali, presentando quanto di più vivo e avanzato vi è oggi nella vita artistica e culturale italiana, scegliendo con attenzione quegli elementi che rispettino le esigenze e le richieste del Paese in cui operano e che hanno punti di incontro con la cultura locale.
Infatti, per molto tempo la promozione e la diffusione della nostra cultura all’estero non sempre teneva conto delle specificità e della ricchezza delle culture locali ed agiva più con spirito di colonizzazione culturale che con quello d’incontro fra culture che, nell’avvicinarsi, tendono ad arricchirsi e a completarsi.
Se la testa dell’Italia è a Nord, il suo cuore è al Sud, ha proseguito Santellocco. I Paesi a sud del Mediterraneo, forse a causa del fatto che per lungo tempo sono stati colonie di Paesi europei, hanno continuato ad essere considerati Paesi con culture lontane e, tranne gli interventi di alcuni intellettuali, di culture seconde rispetto all’Occidente. Oggi la situazione è completamente ribaltata. L’indipendenza ha restituito a quei Paesi libertà e autonomia, rendendoli interlocutori importantissimi per le nazioni della riva nord del Mediterraneo, che riconoscono adesso la loro importanza e la loro complementarità, considerando quindi il Mediterraneo un mare che unisce e non allontana.
L’Italia deve essere in grado di integrare le grandi diversità culturali. Non dobbiamo essere critici, peggio, temere il confronto tra culture diverse purché il confronto avvenga tra persone tese al sincero dialogo. Infatti, pur nell’era della globalizzazione, è la persona umana, non il mercato, che dobbiamo porre al centro dell’attenzione. Dobbiamo essere attenti affinché il termine "globalizzazione" sia correttamente riferito sia agli scambi commerciali-finanziari sia alla solidarietà. Ecco - ha concluso l'esponente del CGIE - la globalizzazione della solidarietà, che permette una reale promozione della pace e della giustizia. (Inform)