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INFORM - N. 209 - 24 novembre 2000

L'assessore Zanon in Argentina: "Tanti nostri emigrati vivono in condizioni difficili. La comunità veneta deve intervenire"

CORBODA – In un’Argentina in piena crisi economica, la situazione degli emigrati veneti presenta due facce: la prima, riguarda la ormai consolidata realtà di integrazione sociale e di benessere economico raggiunti dalla maggior parte degli emigrati veneti; la seconda, invece, riguarda il disagio economico crescente e la realtà di indigenza che tocca molti veneti, appartenenti soprattutto alla prima e seconda generazione di emigrati. Da prime stime si calcola che a Buenos Aires siano almeno diecimila (una cifra approssimata per difetto) gli emigrati italiani indigenti, privi cioè di qualsiasi "paracadute" sociale ed economico, senza una pensione, senza una casa, senza una famiglia. Duemila di essi sono assistiti dal Consolato Italiano e molti tra questi sono veneti. A Córdoba, seconda città dell’Argentina, sono tremila gli italiani in grosse difficoltà economiche e sociali e seicento sono assistiti dal Consolato italiano locale. Tra di essi è accertata la presenza di diversi veneti. Dunque, un’America che non è stata "l'America" per tutti.

E’ anche questa la realtà che l’assessore ai flussi migratori della Regione Veneto Raffaele Zanon ha toccato con mano in questi giorni di permanenza in Argentina, dove ha incontrato, a Buenos Aires e a Córdoba, le comunità venete emigrate, rappresentanti del governo locale e regionale, imprenditori. "Ho trovato una situazione – spiega Zanon – che sicuramente la comunità veneta, residente nel Veneto, non conosce e, forse, non immagina. Una situazione positiva, che ci inorgoglisce perché fatta da tanti successi della nostra gente emigrata in terra argentina. Ma ci sono anche molti casi di difficoltà, di povertà, di emarginazione. E’ qualcosa su cui il Veneto deve riflettere e intervenire con progetti di aiuto a favore delle strutture che localmente assistono questi nostri conterranei".

A Buenos Aires, Zanon si è incontrato, tra l’altro, con il Console generale d’Italia in Argentina Palladino. Il Console ha riferito di 270 mila persone (in possesso di passaporto italiano) iscritte al consolato e di un traffico telefonico di oltre mille chiamate al giorno, la maggior parte delle quali basate sulle richieste di acquisizione della cittadinanza italiana, ma molte anche per domandare assistenza (dal pagamento delle medicine, alle cure mediche, ecc.). Nella capitale argentina, l’assessore veneto ha incontrato anche il responsabile del patronato italiano, ente di beneficenza che assiste 300 persone e che gli ha fornito una prima serie di elementi di conoscenza specifica su veneti che sono in condizioni difficili dal punto di vista sociale ed economico. Si tratta di uomini e donne, soprattutto anziani ma non solo - provenienti da Mestre, Padova, Roana, Vicenza, Treviso, Venezia, Rovigo – che vanno a ritirare pacchi alimentari mensili (veri e propri pacchi di sussistenza) per poter arrivare a mangiare sufficientemente e che hanno bisogno dell’aiuto economico per procurarsi le medicine necessarie a curarsi poiché sono, per lo più, persone in cattive condizioni di salute.

A Córdoba, Zanon ha ricevuto informazioni analoghe dal Console Corti, a dimostrazione di un disagio sociale crescente tra molti veneti emigrati in Argentina. "Sono sacche di povertà preoccupanti – ha commentato Zanon – sono situazioni che mostrano che tanti veneti emigrati qui non ce l’hanno fatta, veneti poveri che la Regione Veneto intende aiutare, come segno di solidarietà e di riconoscenza. Avvieremo nel più breve tempo possibile un progetto di cooperazione internazionale rivolto al sostengo di strutture – come il Patronato Italiano a Buenos Aires o all’Istituto delle Suore della Misericordia di Verona che operano da anni nel campo dell’educazione sociale e della lotta contro il disagio. Coinvolgeremo in questo progetto le associazioni dei veneti in Argentina e anche il nostro volontariato regionale". (AVM/Inform)


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