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INFORM - N. 209 - 24 novembre 2000

All'informazione un ruolo centrale nella Prima Conferenza degli italiani nel mondo

ROMA - Nella sua ultima riunione il Comitato organizzatore della Prima Conferenza degli italiani nel mondo ha deciso che nella giornata inaugurale dell'11 dicembre, accanto alle relazioni dei rappresentanti del Governo e a quelle sulle cinque preconferenze continentali di Montevideo, Melbourne, Toronto, Berlino e Pretoria, ce ne siano altre tre: sulle donne, sui giovani e sull'informazione.

Un fatto importante, sottolinea Bruno Zoratto, presidente della Commissione Informazione e Comunicazione del CGIE e componente del Comitato organizzatore della Conferenza, che dà al tema dell'informazione un ruolo centrale nell'ambito della grande assise di Roma, tenendo conto anche della decisione di tenere il giorno 13, in Campidoglio, una iniziativa specifica, che si pone accanto ai quattro "laboratori" nell'ambito della Prima Conferenza degli italiani nel mondo.

Questa decisione dovrà comportare la presenza alla "giornata" dedicata all'informazione italiana nel mondo e quindi alla Prima Conferenza di una numero significativo di operatori dell'informazione operanti all'estero. Gianni Tosini presidente della FUSIE - Federazione unitaria della stampa italiana all'estero - ha immediatamente inviato una lettera al direttore generale degli Italiani all'Estero della Farnesina, ministro Carlo Marsili, e al segretario generale della Conferenza, ministro Giuseppe Panocchia, per rinnovare la richiesta "che un'ampia rappresentanza della stampa specializzata sia invitata a Roma dall'organizzazione della Conferenza per partecipare e riferire sulla singola iniziativa, nonché per la Conferenza stessa alla quale noi diamo estrema importanza".

Il programma, in fase di elaborazione, si articolerà in due momenti: la presentazione del libro "La diaspora negata. Italiani all'estero e informazione nel Friuli-Venezia Giulia"; una tavola rotonda con la presenza di personalità nel mondo dell'informazione sul tema specifico dell'informazione per gli italiani nel mondo e l'informazione di ritorno. Secondo quanto riferisce Zoratto, alla tavola rotonda dovrebbero prendere parte quattro direttori di media italiani all'estero delle diverse tipologie (quotidiani, periodici, radio e televisioni) e quattro direttori di quotidiani italiani di rilevanza nazionale.

Sul tema specifico della tavola rotonda, la cosiddetta informazione di ritorno, è degna di nota un'osservazione del ministro Panocchia. "Dei connazionali all'estero - dice dall'alto della sua esperienza pluriennale di capo del servizio stampa della Farnesina - sui giornali italiani si parla solo nel male quando succedono delle catastrofi, nel bene quanto c'è qualcuno che diventa, tanto por fare un esempio recente, il comandante delle giubbe rosse canadesi, poi tutto tace. E' vero che l'informazione coglie i fatti e non i processi, però è altrettanto vero che la realtà così composita e variegata delle nostre comunità sparse nel mondo, intese non solo come comunità italiane ma anche di origine italiana, può offrire al giornalista spunti infiniti e di grande spessore comunicativo".

"Questo è un ennesimo tentativo - rileva a sua volta Gianni Tosini - che la FUSIE ripropone per sensibilizzare le Istituzioni e il mondo dell'informazione sui problemi della nostra stampa. In questa occasione verranno coinvolti, grazie alla loro disponibilità, anche importanti organismi italiani come l'Ordine Nazionale dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, che dopo le iniziative delle borse di studio "Italia-Canada" sempre più si sono legati alla FUSIE e alle sua attività. Ritengo, in considerazione alla disponibilità di tali organizzazioni, che questa iniziativa porterà nel futuro ad un maggior impegno comune per meglio sensibilizzare ed impegnare le forze politiche del nostro paese nell'attuare le note rivendicazioni della stampa di emigrazione". (Inform)

"La diaspora negata

Il volume "La diaspora negata. Italiani all'estero e informazione nel Friuli-Venezia Giulia" - che sarà presentato in Campidoglio il 13 dicembre - è realizzato in italiano e in inglese, e si propone come strumento di lavoro perché si possa prevedere un nuovo modo di fare informazione su e per i nostri connazionali nel mondo. Nelle sue pagine sono, infatti, presentati i risultati del sondaggio commissionato alla Swg di Trieste sull'interesse che il mondo dell'informazione e l'opinione pubblica dimostrano verso gli italiani all'estero. A corredo di questi risultati vengono fornite delle chiavi di lettura del problema, attraverso una quarantina di interventi di personalità, di docenti universitari, esperti della materia e giornalisti.

In sostanza, la situazione relativa al Friuli-Venezia Giulia viene presa come paradigma di una realtà facilmente riscontrabile anche in altre Regioni italiane e come punto di partenza di una riflessione che, tenendo conto dei vantaggi della tecnologia e delle specificità regionali, coinvolge l'intero ambito nazionale. (Inform)


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