* INFORM *

INFORM - N. 206 - 21 novembre 2000

Preconferenza di Berlino

C.T.I.M nella Franconia: consentire ai cittadini italiani residenti all'estero la partecipazione alle prossime elezioni del Parlamento nel 2001

Il C.T.I.M. operante nella Franconia (Norimberga) richiama i delegati della Conferenza di Berlino a vigilare che il Parlamento italiano approvi e completi al più presto la riforma costituzionale istituendo la "Circoscrizione Estero" che rende possibile la partecipazione e l'elezione di nostri rappresentanti parlamentari, alle prossime elezioni nel 2001. Bisogna evitare il rischio che alla fine, con la sola Legge ordinaria da approvare, che regola come votare e le norme attuative della riforma, per cause burocratiche o tecniche ci venga impedito di votare prossimamente in primavera 2001, le conseguenze sarebbero devastanti e irreparabili.

Il voto all’estero sarà il banco di prova a questa Conferenza, per la coerenza che le forze politiche sapranno dimostrare rispetto agli impegni solennemente presi in tante occasioni. Invitiamo tutti coloro che lavorano a favore della nostra comunità, di fare attenzione a certi voltagabbana che dicono di essere dalla nostra parte cercando poi un cavillo per frenare e rimandare. Come successo negli ultimi decenni, dimenticando che c'è una legge costituzionale e la Costituzione va rispettata.

Possiamo affermare che il clima politico è cambiato, uscendo dalla omertà che riguarda la parità dei diritti civili tra cittadini italiani d entro e fuori dei confini. Questo grazie in prima linea all'impegno dell'on. Tremaglia e al supporto trasversale di quasi tutte le forze politiche della maggioranza e dell'opposizione, superando vecchi steccati e il solito egoismo utopico dei partiti in prossimità delle elezioni.

Il C.T.I.M. nella Franconia è convinto che la questione del voto e di una propria rappresentanza parlamentare, hanno un aspetto strategico. Nessuno del tanti problemi e lacune che ci affliggono, troveranno una giusta soluzione, se non si scioglierà questo nodo.

I nostri connazionali all'estero devono avere la possibilità (come in Italia) di sanzionare o premiare con il loro voto, quelle forze politiche o i politici che si interessano dei problemi, con dei concetti e delle proposte valide nel risolverli.

Si tratta di un atto di giustizia, risarcimento e riconoscimento nei nostri confronti, che corrisponde a un interesse di vaste proporzione, anche economiche. Questa questione che ci trasciniamo da circa 50 anni (caso unico in una democrazia) con tutte le conseguenti discriminazioni che conosciamo è a una svolta. E' tempo di voltare pagina, tra le istituzioni nazionali e i cittadini residenti all'estero, comprendendo che gli italiani all'estero non sono un peso ma una ricchezza delle nostra nazione. (Lucio Albanese)


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