Conferenza dei parlamentari di origine italiana
Franca D'Alessandro Prisco: Oggi possiamo dire davvero che gli italiani nel mondo sono una risorsa
ROMA - "Voi siete la testimonianza evidente della capacità che gli italiani hanno avuto di valorizzarsi e di affermarsi nei più diversi luoghi del mondo al punto da essere riconosciuti quali rappresentanti di tutti i cittadini nei paesi di residenza. Ciò suscita orgoglio in tutti noi italiani che non abbiamo mai dimenticato l'evento storico delle emigrazioni che si sono succedute per tutto un secolo e le cause sociali e politiche che hanno portato decine e decine di migliaia di lavoratori e di famiglie ad abbandonare con dolore la loro terra e i propri cari", ha detto la senatrice Franca D'Alessandro Prisco - relatrice delle leggi costituzionali e della legge ordinaria sul voto all'estero - rivolgendosi ai parlamentari di origine italiana.
Decenni di duro lavoro e di lotte anche per la conquista di elementari diritti di cittadinanza, di tenace volontà di affermarsi hanno fatto sì che oggi moltissimi italiani occupino posizioni di rilievo oltre che nella politica - nell'economia, nella produzione, nella cultura e nella scienza - ha proseguito -. Oggi possiamo dire davvero che gli "italiani nel mondo" sono una risorsa! Sono una risorsa per i paesi in cui risiedono, ma lo sono anche, e lo possono essere ancora di più, per l'Italia!
Essi sono, infatti, già protagonisti di una rete di rapporti economici, politici e culturali di grande livello, talvolta non riconosciuti. Anche in quest'ottica va valutato il significato e il valore della recente decisione del Parlamento italiano di consentire l'esercizio del voto per il Parlamento stesso ai cittadini italiani residenti all'estero. Per questo obiettivo abbiamo apportato modifiche importanti alla stessa Costituzione. Abbiamo infatti previsto una Circoscrizione elettorale "Estero" che gli elettori italiani - con i loro voti - eleggeranno e in cui saranno rappresentati. Si tratta, a mio avviso, non solo di rendere fruibile il loro diritto di voto, ma di segnalare - innanzitutto ad essi, ma anche all'intera comunità - l'interesse dell'Italia all'ingresso in Parlamento di forze, di intelligenze e di tematiche che non potranno non arricchirne l'attività legislativa e rafforzarne la capacità di misurarsi meglio con problemi che hanno sempre più spesso carattere sovranazionale.
La sen. Prisco si è poi intrattenuta sull'argomento all'ordine del giorno nella prima sessione, "Parlamenti e globalizzazione". La globalizzazione in atto - ha detto - comporta problemi inediti che non possono sfuggire, non possono essere ignorati, specie da chi, come noi parlamentari, sentiamo la responsabilità di operare nell'interesse comune. Si propone a noi - ai Parlamenti e ai Governi- un doppio ordine di problemi: da un lato la necessità di operare perché la globalizzazione non sia governata solo dai processi indotti dall'economia e dalla finanza, ma, al contrario, vengano valorizzati e difesi gli interessi e i diritti di tutti, dal lavoro alla tutela della salute, al godimento e alla tutela delle risorse naturali, dalla diffusione dell'istruzione e della conoscenza più alta alla pari dignità e pari opportunità tra uomini e donne, al rafforzamento della democrazia in tutti i paesi... Insomma, perché la parola globalizzazione non assuma significati troppo generici, e pertanto equivoci, è importante che essa significhi mondializzazione dei diritti individuali e collettivi, diventando così una nuova frontiera della democrazia contemporanea.
Altro tema evocato, quello della cancellazione del debito dei paesi poveri. "I Parlamenti possono dare un segnale forte assumendo, concordemente questa iniziativa, consentendo che le risorse liberate vengano destinate a programmi di sviluppo con nuovi criteri di negoziazione, e che la ricchezza di una parte del mondo possa dare beneficio all'altra, tragicamente sfortunata. L 'Italia - ha concluso la senatrice D'Alessandro Prisco - ha assunto una importante decisione in questo senso, con una legge, recente, che dà inizio alla remissione del debito verso una serie di Paesi del Terzo mondo". (Inform)