* INFORM *

INFORM - N. 202 - 16 novembre 2000

COMMISSIONE CONTINENTALE EUROPA - NORD AFRICA

BERLINO 13-14 NOVEMBRE 2000

Il mondo giovanile di matrice italiana in Europa. Sintesi del gruppo di lavoro

Il lavoro del gruppo si è articolato in tre parti: la prima di rilevazione dei problemi aperti a partire da quelli più acuti inerenti il disagio dei giovani figli di emigrati e che ostacolano la partecipazione attiva del mondo giovanile; la seconda rivolta a delineare delle possibili soluzioni di problemi concreti con una particolare attenzione alla loro realizzabilità.

Nella terza fase del lavoro è emersa l’esigenza di individuare un percorso che veda impegnati CGIE, Comites e tutte le altre istituzioni per costruire con momenti, forme strumenti autonomi il protagonismo dei giovani all’interno delle comunità.

Premessa fondamentale sono due considerazioni di carattere generale:

Prima parte (ostacoli ed impedimenti)

Famiglia

Incomprensioni generazionali

Il senso di precarietà in emigrazione e persistenza del mito del ritorno

Modello di famiglie chiuse verso il paese di accoglienza e tendenti ad imporre l’unicità dei propri modelli culturali.

Questa separatezza si manifesta nella scarsa comunicazione con la realtà locale

Scuola e formazione professionale

Rigidità e selettività dei sistemi scolastici con conseguente tendenza alla riproduzione dei ruoli sociali di partenza dei genitori

Debolezza delle politiche di avviamento al lavoro e discriminazione nel mercato del lavoro

Debolezza di interventi specifici da parte degli Istituti di cultura a favore dei giovani

Istituzioni

Insufficienza delle politiche di accoglienza da parte dei Paesi ospitanti

Insufficienza dell’intervento italiano a sostegno dei processi di integrazione nelle politiche proprie e nei confronti dei paesi di insediamento

Mancanza di una politica degli alloggi finalizzata all’integrazione

Associazioni

Invecchiamento e logoramento di talune associazioni impreparate, o non aiutate, o non disposte a fare spazio alla creatività giovanile e alla loro voglia di partecipare attivamente a progetti mirati

Lontananza di talune associazioni da una cultura dell’integrazione (polarizzazione o riferimento prevalente alla realtà italiana)

Seconda parte (gli aspetti propositivi)

Promozione da parte del CGIE ed altre istituzioni di indagine e ricerche-intervento condotte da organismi scientifici esperti del settore

Famiglia

Sostenere l’apprendimento della lingua locale e il potenziamento delle conoscenze della lingua madre da parte dei genitori

Scuola e formazione professionale

Progetti di sostegno a imprese giovanili

Congedi di formazione retribuiti

Corsi di orientamento ed informazione sui sistemi scolastico, residenziale, giuridico in vigore nei paesi di accoglienza

Potenziamento dell’insegnamento della lingua materna nella scuola elementare, integrato nell’orario, non alternativo ad altre materie ed aperto a tutti

Maggiore raccordo dell’attività degli Istituti di cultura e dei lettorati con le esigenze culturali della comunità

Progetti transnazionali sugli ordinamenti scolastici locali al fine di renderli più flessibili ed aprirli alla multiculturalità

Associazioni

Aprire le associazioni ai giovani non italiani

Sostenere forme associative inter-etniche

Istituzioni

Sollecitazione verso il governo italiano per interventi diretti sui paesi di immigrazione e principalmente sulla Commissione europea per l’applicazione degli accordi di cittadinanza e libera circolazione, della direttiva comunitaria per l’accesso degli immigrati negli uffici pubblici e della direttiva sull’insegnamento della lingua materna

L’integrazione è un processo bidirezionale che deve coinvolgere tutti gli attori. Sensibilizzazione, formazione e coinvolgimento delle istituzioni e delle società dei paesi di accoglienza: l’integrazione comporta anche una trasformazione della "loro" società

Dare forma organizzativa integrata (tramite Forum, consigli consultivi degli immigrati, ecc.) a tutte le comunità immigrate presenti in Europa

Attivazione di servizi multilingue ad opera delle istituzioni locali

Sviluppare e sostenere la partecipazione dei giovani nei partiti e nei sindacati locali

Coordinare gli interventi delle regioni affinché possano essere usufruibili da tutti i residenti all’estero

Potenziamento dell’offerta informativa soprattutto attraverso canali telematici dei servizi offerti dallo stato e dalle regioni

Formazione di mediatori culturali integrati nel sistema locale

Assunzione, a parità di qualifica, di figli di emigrati nelle istituzioni italiane all’estero

Esportabilità delle prestazioni terapeutiche e riabilitative

Terza parte

L’attiva presenza ed il coinvolgimento dei giovani costituiscono la condizione essenziale per dare identità e futuro alle nostre comunità e per realizzare una rete di moderni riferimenti capaci di sostenere una più significativa presenza dell’Italia nel mondo.

Questo obiettivo merita il concorso delle energie politiche umane e finanziarie del CGIE e di altre istituzioni italiane e, più in generale, l’attenzione dell’opinione pubblica e dei canali informativi sia sul versante del nostro paese che tra le più grandi ed attive comunità italiane all’estero.

Si tratta di un impegno che per essere efficace dovrà proiettarsi nel tempo ed assumere la forma di un percorso di iniziative, fatte di indagini, momenti di incontro, definizione d progetti, coordinamento di interventi istituzionali, maturazione di un diretto protagonismo giovanile.

La Prima Conferenza è una grande occasione per avviare un nuovo approccio alle problematiche e al protagonismo delle nuove generazioni.

Per questo la Commissione europea del CGIE indica il seguente itinerario:

La Commissione continentale Europa-Nord Africa chiede alla altre Commissioni di valutare attentamente la nostra proposta per impegnare il CGIE a:


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