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INFORM - N. 202 - 16 novembre 2000

Danieli: Tutti i cittadini dei paesi europei condividono il sentimento dell’appartenenza ad una comune patria di cultura e di civiltà

BERLINO - La Prima Conferenza degli italiani nel mondo non dovrà limitarsi ad essere un momento celebrativo, sia pur importante e di grande rilievo per l’opinione pubblica nazionale, ma dovrà rappresentare una sede di bilancio e di programmazione delle politiche relative agli italiani all’estero per un arco di tempo sufficientemente lungo.

Lo ha detto il Sottosegretario agli Esteri Franco Danieli nell'aprire a Berlino, quale presidente del Comitato organizzatore, la preconferenza europea.

Danieli si è soffermato sull’importanza delle conferenze preparatorie che hanno posto in evidenza problemi e aspettative comuni ma essenzialmente hanno messo a fuoco le specifiche realtà consentendo agli addetti ai lavori di poter individuare linee di intervento appropriate alle singole situazioni. Il riferimento ai valori culturali e di civiltà - ha detto - è particolarmente appropriato alla preconferenza dedicata all’Europa, ed anche se tutti sappiamo che non è stato raggiunto il traguardo di una completa integrazione europea sul piano istituzionale, non c’è dubbio che tutti i cittadini dei paesi europei condividono il sentimento dell’appartenenza ad una comune patria di cultura e di civiltà. Tale contesto dovrebbe evidentemente contribuire a facilitare, in una prospettiva di medio periodo, l’integrazione dei cittadini italiani trasferitisi in altri paesi per ragioni di lavoro. Possiamo dire che in molti casi la piena integrazione è stata già raggiunta mentre altre realtà, come ad esempio quella del Paese che ci ospita, richiedono ancora da parte italiana grande attenzione ed interventi mirati in diversi settori (tra i quali il sostegno scolastico e formativo e la tutela dei diritti spettanti in ambito comunitario) per sostenere il processo di inserimento nella comunità locale".

Il Sottosegretario ha fatto riferimento, in particolare, alla situazione che vivono gli italiani nel Baden Württemberg, un Land dove i diritti comunitari per i nostri cittadini non sono ancora completamente acquisiti. Uno degli strumenti di lavoro individuati per risolvere una parte dei problemi ancora presenti è la proposta di trasformare il permesso di soggiorno da strumento di controllo della circolazione dei cittadini, a strumento per le analisi statistiche.

Nei paesi d’Europa si registra, rispetto alle altre aree del mondo, la più elevata domanda di corsi di lingua e cultura italiana per i giovani connazionali e conseguentemente il maggior impegno di risorse finanziarie sui relativi fondi del Ministero degli Affari Esteri. Nel 2000 sono stati organizzati nei Paesi europei circa 9750 corsi, destinati a 106.000 allievi, e sono stati impegnati più di 18 miliardi di lire, rispetto ai 40 miliardi disponibili sul relativo capitolo di spesa. Ad essi vengono aggiunti ulteriori 5 miliardi ottenuti in sede di assestamento di bilancio 2000, a titolo di parziale compensazione della riduzione di risorse causata dal venir meno dei finanziamenti del Fondo Sociale Europeo, che ha provocato ripercussioni su scala mondiale sulle assegnazioni dei fondi 2000 per i corsi di lingua e cultura italiana.

L'on. Danieli ha quindi confermato che nella ripartizione dei 5 miliardi aggiuntivi ora resi disponibili i paesi dell’Europa saranno tenuti in debita considerazione. Egli ha poi fatto un bilancio dei provvedimenti e dei cambiamenti avvenuti nel mondo dell’emigrazione organizzata negli ultimi anni. Dall’istituzione del Cgie, nel 1991, alle trasformazioni dei Comites che dal ’86 hanno avuto ben due rinnovi e che dovrebbero avere una definizione che ne rafforzi i compiti e ne migliori il funzionamento. "Credo proprio che la Prima Conferenza sarà essenziale per il rilancio del relativo iter legislativo. I Comites devono essere uno strumento importante di collegamento tra le nostre comunità e le molte realtà italiane. Al di là delle normative, il coinvolgimento dei connazionali nei confronti di questi organismi dovrà ulteriormente consolidarsi e maturare per poter esprimere al meglio le potenzialità propositive e lo spirito che le norme istitutive affidano loro".

Passando quindi alla questione dell'esercizio del diritto di voto, Danieli ha osservato che sul piano della partecipazione la svolta si avrà con la partecipazione alle elezioni politiche italiane. Il 18 ottobre scorso è stata approvata la modifica costituzionale degli articoli 56 e 57, mentre, per quanto concerne la legge ordinaria sulle modalità di voto, la prima Commissione del Senato ha predisposto un testo unificato ispirato ai principi di iscrizione a domanda per la circoscrizione Estero e del voto per corrispondenza. Tale testo è stato esaminato in sede consultiva anche dalla Commissione Esteri del Senato e la settimana scorsa la prima Commissione ne ha ripreso l’esame.

Per quanto concerne l’anagrafe consolare sono stati svolti, come più volte ricordato, vari interventi: una campagna informativa condotta nei principali Paesi europei e transoceanici di immigrazione, il finanziamento di contratti per la digitazione e l’aggiornamento di dati anagrafici, l’invio di missioni di personale del ministero degli Estero per finalità connesse all’anagrafe stessa. E’ stato inoltre presentato al Parlamento e approvato dalla commissione Affari Esteri del Senato, in sede referente, un disegno di legge per l’assunzione di 250 contrattisti temporanei da adibire all’anagrafe consolare e che potranno eventualmente essere utilizzati per la fase elettorale all’estero.

Si sta inoltre portando avanti un intenso lavoro congiunto tra MAE e Ministero dell'Interno per la verifica incrociata dei dati contenuti nelle anagrafi consolari con quelle dell’AIRE. Infine l'on. Danieli ha sottolineato il ruolo sempre crescente della donna nell’emigrazione italiana. (Oliviero Forti-Inform)


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