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INFORM - N. 199 - 13 novembre 2000

Preoccupazioni per i corsi di lingua e cultura: Narducci scrive al Presidente del Consiglio Amato

ZURIGO - La situazione dei corsi di lingua e cultura affidati in gestione ad Enti ed Associazioni resta drammatica. Spesso i livelli di esposizione sulla situazione debitoria, sono garantiti dal patrimonio personale dei presidenti degli Enti, ed i ritardi nelle erogazioni da parte del Ministero del Tesoro, aumentano gli interessi passivi tanto da determinare situazioni di grave crisi che pongono seri interrogativi sul futuro degli stessi corsi. L’importanza dell’insegnamento della lingua italiana è diventata quell’ancora simbolica all’italicità di migliaia di ragazzi italiani, e quest’ancora viene garantita dal lavoro volontario di tanti genitori, Comites e membri di associazioni che tengono in vita gli Enti gestori nonostante le mille difficoltà economiche che si vengono a determinare.

"I tempi di erogazione praticati dal Ministero del Tesoro e l’indebitamento a cui si sono sottoposti gli Enti che organizzano le attività scolastiche sono tali che li obbligherebbero a gettare la spugna": così Franco Narducci Segretario generale del CGIE scrive al Presidente del Consiglio Amato, sottolineando, in occasione dell’approvazione della Finanziaria, i rischi di chiusura di molti corsi. Narducci ricorda al Presidente gli impegni a sostenere gli italiani all’estero che lo stesso Amato ha recentemente pronunciato in occasione della sua visita in Svizzera. E invece in sede di approvazione della legge finanziaria alla Camera si è sorvolato sulle esigenze di riequilibrare le disponibilità finanziarie pesantemente diminuite con il taglio dei contributi erogati fino al 1999 dal Fondo Sociale Europeo. Eppure, è da quasi un anno che il CGIE e la competente Direzione generale del MAE si battono per evitare il collasso del sistema, segnalando ad ogni livello istituzionale i termini della questione.

L’invito del Segretario generale è quello di portare il capitolo di spesa quanto meno alla soglia minima che garantisca la prosecuzione dei corsi e lo standard qualitativo necessario. Un obiettivo che si realizza riportando lo stanziamento al livello del 1999, considerando la parte italiana e quella venuta meno dei fondi strutturali, anche se nel frattempo è intervenuto un altro fattore penalizzante: l’enorme apprezzamento del dollaro. Come si può intuire, le speranze sono affidate al Senato, oltre che all’azione del Governo. (Inform)


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