* INFORM *

INFORM - N. 198 - 10 novembre 2000

La Conferenza di Francoforte: una dimostrazione di maturità

Intervista al Consigliere dell'Ambasciata d'Italia a Berlino dr. Fabrizio Romano sui risultati della Conferenza Nazionale della comunità italiana in Germania, tenuta domenica 5 novembre a Francoforte

D - Dr. Romano, domenica 5 novembre si è conclusa, a Francoforte, la Conferenza Nazionale per la Germania. Come si è arrivati a questo appuntamento? Quali sono stati i criteri che ne hanno disciplinato la partecipazione?

R - A questo appuntamento si è arrivati a seguito di una serie progressiva di iniziative. Presso ogni circoscrizione consolare si sono organizzate, a partire dall’estate, due tornate di riunioni, indette dai Comites in coordinamento con gli Uffici Consolari, allargate, nella stragrande maggioranza dei casi, alle "forze vive" delle locali comunità. Nella prima tornata di riunioni si è presa una posizione sulle quattro aree tematiche della Prima Conferenza, nella seconda tornata si sono indicati nominativi di delegati che rappresentassero a Berlino le esigenze connesse a tale posizione. In un incontro, avvenuto a Stoccarda fra la prima e la seconda serie di riunioni – e che ha visto riuniti CGIE, Presidenti Comites e Ambasciata – si è deciso formalmente la tenuta della Conferenza e si è convenuto che ad essa partecipassero non soltanto i designati per Berlino, ma anche tutti i membri di tutti i Comites e una serie di personalità qualificate per finalizzare una "posizione Germania" sulle aree tematiche, che fosse la sintesi delle posizioni locali cui mi riferivo prima.

D - Quale giudizio dà sullo svolgimento della Conferenza e sul suo esito?

R - La Conferenza di Francoforte si è svolta in un’atmosfera veramente costruttiva, direi anche serena. Il programma è stato rispettato alla lettera, gli interventi sono stati tenuti nei tempi previsti, e, soprattutto, si sono concentrati esclusivamente sulle tematiche della Continentale di Berlino. E’ stato prodotto un Documento finale unitario, corredato di quattro allegati tecnici sulle aree tematiche. Era lo scopo che ci eravamo proposti, nella riunione di Stoccarda, con i membri CGIE e i Presidenti dei Comites. Tale scopo è stato raggiunto, quindi il mio giudizio è positivo. Questa è una ulteriore dimostrazione della maturità civile e politica di questa comunità, e una smentita a chi ancora la ritiene immatura, frammentata e rissosa. La Conferenza è stata inoltre occasione di ulteriore incontro e di scambio di idee fra Amministrazione (rappresentata da tre funzionari dell’Ambasciata e dai Capi degli Uffici Consolari) CGIE, Comites, e rappresentanti a vario titolo delle comunità italiane in Germania.

D - Ma non vi sono state discussioni o polemiche sulle designazioni dei delegati per Berlino?

R - I lavori della Conferenza, come dicevo, si sono concentrati esclusivamente sulle tematiche della medesima. A margine dei lavori, prima e dopo degli stessi, la questione è stata sollevata da alcuni, che facevano presente l’opportunità di ritoccare o integrare la lista dei designati a Berlino. Abbiamo cercato di spiegare che nonostante il numero limitato dei posti –100 candidati per rappresentare la comunità italiana in Germania in tutte le sue componenti e sfaccettature – nonostante i criteri che hanno caratterizzato la scelta – che imponevano il rispetto di alcune quote – nonostante i tempi stretti a disposizione, la lista dei 100 rappresenta, se non forse la migliore delle scelte possibili, un buon risultato: selezionare 100 persone che rappresentino adeguatamente una comunità di oltre 650.000 individui è un compito che ha richiesto un impegno davvero intenso, che fra Ambasciata, Consolati, membri CGIE, Comites organizzazioni enti ed associazioni abbiamo cercato di affrontare con serietà. C’è ancora qualche discussione, stiamo cercando, qui a Berlino e a Roma, presso il Segretariato, di ascoltare tutte le voci per assicurare la massima rappresentatività e la soddisfazione di tutti coloro che sono impegnati nel campo migratorio.

D - Ha, a questo proposito, qualcosa da aggiungere?

R - Desidero sottolineare che coloro i quali andranno a Berlino rappresenteranno senz’altro le loro circoscrizioni di provenienza e non potranno prescindere dalle personali sensibilità sulle questioni oggetto della Conferenza e l’eventuale appartenenza a enti od organismi con una propria specifica tradizione d’impegno: ma vorrei osservare che essi sono soprattutto chiamati ad impegnarsi per il bene e gli interessi dell’intera comunità italiana in Germania e in Europa, visto che si tratta della Continentale per l’Europa. Spero che questo sia tenuto presente da coloro che non fanno parte della selezione affinché si sentano rappresentati in quanto italiani che vivono in Germania. (tb, de.it.press/Inform)


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