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INFORM - N. 197 - 9 novembre 2000

Da oggi una Repubblica un po' più "civile"

Una dichiarazione del presidente nazionale delle ACLI, Luigi Bobba, per la definitiva approvazione al Senato della legge sull'associazionismo di promozione sociale

ROMA - Dieci milioni di italiani che aderiscono e partecipano alle mille e mille associazioni sociali del nostro Paese, hanno ricevuto la loro "carta d'identità". Finalmente la Repubblica italiana, dopo 12 anni di discussioni nelle aule parlamentari, riconosce il valore sociale di chi liberamente si associa per finalità solidaristiche e partecipative e concorre alla crescita della società civile.

E' da sottolineare - ha detto Luigi Bobba, presidente nazionale delle ACLI - che questa legge non attribuisce prebende o privilegi alle realtà associative, ma indica chiaramente le caratteristiche distintive per essere associazioni di promozione sociale. La nascita dell'Osservatorio dell'associazionismo sociale e l'inserimento nel CNEL di rappresentanti del mondo associativo sono un segnale che questo mondo potrà partecipare a pieno diritto alla costruzione delle politiche sociali del Paese.

Questo è un giorno importante - ha proseguito Bobba - perché dieci milioni di cittadini escono dall'anonimato e liberamente concorrono ad accrescere la coesione sociale del Paese. Un Paese cambia e cresce non solo attraverso il PIL, ma se è capace di mantenere e rinnovare i legami sociali delle proprie comunità.

L'approvazione a larga maggioranza della legge fa ben sperare che anche nelle Regioni si arrivi finalmente a legiferare per dare attuazione a questo importante provvedimento. Senza retorica - ha concluso il presidente nazionale delle ACLI - si può ben dire che da oggi un po' più di "sociale" sia entrato nelle stanze e nei palazzi delle nostre istituzioni. (Inform)


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