Aspettando Berlino: La Preconferenza degli italiani in Svizzera
BERNA - Il "Don Camillo" a Berna sembra non riuscire a contenere i circa duecento delegati provenienti da tutta la Svizzera, che hanno animato la assemblea preparatoria della preconferenza europea di Berlino che si terrà nei giorni 16/17 novembre. C’è grande partecipazione, grande fermento tanta voglia di parlare, tanta voglia di cambiare. I delegati rappresentano i Comites, le associazioni, i patronati ed i sindacati, i movimenti di nuova formazione, insomma uno spaccato reale e parziale della presenza italiana in Svizzera.
Cominciano a delinearsi i connotati di una società nella società, che a dire il vero, a dispetto delle apparenze, si dimostra variegata, colorata, complessa e vociante e per niente scontata nei suoi umori, nelle decisioni, nella voglia di sottolineare la propria "italicità". Grandi assenti i giovani. "Bisogna tornare a sognare, la lingua italiana unisce una presenza di uomini che capillarmente vive da per tutto, nel mondo. (…) Forse sarà utopia ma il fatto di parlare la stessa lingua crea una nazione fatta non di confini ma di assonanze e di modi di essere, che potrebbe rappresentare una nuova concezione di identità ed appartenenza", e così Alessandro Natali, giovane toscano Presidente del Comites di Ginevra, ingegnere agronomo, sbalordisce l’assemblea e lascia il segno in un dibattito spesso pervaso da cenni rivendicativi e concreti, ma per la verità già condensati nel lavoro preparatorio delle relazioni. Tanta carta, letta e declamata, tanti documenti spillati e fotocopiati che forse nessuno leggerà mai; ma dove sono gli uomini, le donne, i giovani! Qualcuno gira per tutta la giornata con una telecamera digitale, coglie volti, capannelli, sguardi, smorfie ma anche mani che applaudono, che si stringono, forse porterà a casa l’unico verbale utile per rappresentare questa ricchezza socio culturale, che è al di fuori delle parole microfonate, dei gesti ritual/retorici.
A Berna gli italiani hanno dimostrato di avere puntualità e rigorosità nel produrre relazioni, autocritica e vivacità al di là delle aspettative, perché le numerose incrostazioni ideologico/professionali pur presenti e condizionanti, convivono con l’emergere di nuove istanze e le creative intuizioni caratterizzanti una società civile in cambiamento che tenta di staccarsi e spiccare il volo verso la modernità ma con le emozioni mantiene quei cordami che la attraccano alla banchina della propria origine. Lo spaccato sociale, politico e culturale che ne esce fuori rispecchia la situazione generale in Italia come nel resto delle società occidentali, dove dominano gli interessi particolari ( a volte spiccioli ma pressanti, dei patronati, dei sindacati ), emergono quelli localistici e geografici ( periferie spesso più attive e popolari come quella di San Gallo e della Svizzera francese), si affacciano quelli improntati sulla moralità e la orizzontalità delle decisioni ( come i movimenti dipietristi), e quelli creativi che hanno già gli occhi nel futuro.
Molte obiezioni e critiche sulla composizione dei delegati hanno animato una assemblea che tra tutte le incombenze programmate per giungere alla approvazione dei documenti tematici aveva anche il compito di eleggere i rappresentanti per il Forum degli stranieri in Svizzera. Una dottoressa italiana, che ha impiegato due minuti per farci capire che era la persona giusta, attraverso parole concrete ed autentiche che hanno convinto perché pronunciate da una donna, madre, italiana, che parla cinque lingue e che dedica la sua vita alla cura di bambini portatori di handicap: Anna Ruedeberg – Pompei. E’ risultata la prima degli eletti superando lo stesso Micheloni rappresentante uscente nel Forum, che potrebbe essere recuperato qualora servissero due rappresentanti italiani nell’organismo (ridimensionato nel numero).
I lavori sono stati condotti magistralmente dall’Ambasciatore Lorenzo Ferrarin, che si è dimostrato esperto "facilitatore della comunicazione" in una realtà assembleare complessa e numerosa. Ora ci aspetta Berlino, luogo simbolico di una nuova stagione: gli italiani celebreranno lì la caduta del proprio muro, quello che per anni ha creato separatezza tra il proprio Paese e la condizione di residenti all’estero. A Berlino, città rinata e ridisegnata dalla creatività italiana di Renzo Piano centinaia di italiani metteranno in piedi quel bus metaforico di contenuti "sociali, culturali e politici" che condurrà a Roma nel prossimo dicembre dove dal 12 al 16 si terrà la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo. (Massimo Pillera-l'Eco/Inform)