Il CGIE Canada pone all'on. Danieli il problema della presenza dei media italiani all'estero alla Prima Conferenza
ROMA - Come assicurare una larga presenza dei media italiani all'estero alla Prima Conferenza degli italiani nel mondo? L'inserimento di loro rappresentanti tra i delegati dei vari Paesi non potrà dare che risultati molto parziali, per cui sarebbe necessario estendere gli inviti ad un numero di giornalisti della stampa di emigrazione molto più ampio di quello attualmente previsto. Una proposta - quella contenuta in una lettera dei componenti del Comitato organizzatore e membri del CGIE del Canada al Sottosegretario agli Esteri Franco Danieli, che si scontra però, a meno di auspicabili sostanziali integrazioni di bilancio, con l'insufficiente stanziamento stabilito dalla legge di finanziamento della Prima Conferenza.
"Come Lei ben sa - scrivono Arnalda Bartoli, Gino Bucchino, Carlo Consiglio, Rocco Di Trolio, Claudio Lizzola e Domenico Marozzi all'on. Danieli - la quota parte che sarà attribuita ai delegati dal Canada è già fortemente penalizzante. Dei 72 delegati destinati all’area Nord America, qualunque sarà la quota parte 'canadese' da attribuire ai rappresentanti dei Comites e delle Associazioni, non saremo in grado di assegnare una dignitosa riserva di posti ai rappresentanti dei media.
"A questo proposito viviamo una situazione di serio imbarazzo. Da una parte infatti riteniamo che tutti in media italiani in Canada dovrebbero assicurare la loro presenza per rispondere al loro ruolo di informare. Obbligo e dovere per così dire 'istituzionale'. Per fare questo potremmo semplicemente dire che ogni testata ha il dovere di partecipare alla Conferenza a proprie spese.
"Ma è anche e soprattutto vero che ci troviamo di fronte ad operatori che riescono a continuare a informare e a restare insostituibili veicoli della lingua e della cultura italiana solo a costo di enormi sacrifici anche di tipo economico.
" Riteniamo anche nostro dovere affermare con assoluta convinzione una volta per tutte che se non fosse per l’attenzione dei media italiani all’estero alle problematiche degli emigrati e degli italiani che vivono nel mondo probabilmente non ci sarebbe nessuna informazione. Con tutto il rispetto infatti che abbiamo per l’importante lavoro che svolgono le agenzie della stampa italiana all’estero non possiamo non dire che quest’ultima è purtroppo una stampa specializzata e come tale riservata ai soli addetti ai lavori. Infine siamo anche convinti che i media avrebbero più che titolo per partecipare alla prossima conferenza anche come attivi protagonisti e non solo come attenti osservatori e cronisti.
"Avendo ritenuto di segnalare alla Sua attenzione una situazione che conosciamo molto bene, ci permettiamo rispettosamente di suggerire che rendere possibile un invito molto più ampio di quello attualmente deciso dei rappresentanti dei media all’evento 'speciale informazione' previsto a latere della Conferenza potrebbe offrire - concludono i componenti del CGIE Canada - una dignitosa soluzione del problema e garantire allo stesso tempo una attiva partecipazione dei media alla Conferenza con gli evidentissimi prevedibili benefici che ne deriveranno". (Inform)