Una mostra promossa dalla Dante Alighieri a Malta
"Moda italiana 1950-1970"
ROMA - "Moda Italiana 1950-1970". E' questo il titolo della mostra che si terrà a La Valletta (Malta) presso il teatro Manuel dal 19 al 26 novembre 2000. Una mostra promossa dalla Società Dante Alighieri e dalla Camera di Commercio Italo-Maltese e curata dalla storica della moda, Sofia Gnoli. L'iniziativa ripercorre, attraverso sessanta abiti, un ventennio fondamentale nella storia dello stile italiano.
All'indomani della guerra, durante gli anni del boom economico, si verifica nel Bel Paese una profonda rivoluzione del gusto e dello stile che imprimerà un segno indelebile nell'affermazione del made in Italy, Un'affermazione importante e che, nel giro di neanche cinquant'anni, farà del nostro Paese un esempio di gusto ed eleganza,
Corre il 1949 quando nella città eterna, nella ineguagliabile cornice della Basilica di Santa Francesca Romana, all'ombra dei Fori Imperiali, si uniscono in matrimonio Linda Christian e il grande Tyrone Power. Spetta a una giovane sartoria della capitale, le Sorelle Fontana, l'onore di creare l'abito della sposa. In un baleno arriva il successo. In un'Italia dove fino a pochi anni prima, le creazioni francesi venivano considerate il massimo dello chic, esplode d'un tratto lo stile italiano. L'abito della Christian fa il giro del mondo e i cronisti versano fiumi d'inchiostro per descriverne minuziosamente ogni dettaglio.
E' così che la moda italiana fa il suo debutto internazionale in grande stile. A partire da questa data si impongono con successo sempre maggiore tutte quelle sartorie che hanno aperto i battenti all'indomani della guerra e che portano i nomi di Schuberth, Gattinoni, Marucelli, Biki, Simonetta, Capucci, Fabiani, Veneziani, Pucci ed altri. In quegli anni, grazie all'affermarsi della Hollywood sul Tevere, Roma diventa tappa obbligata per dive di fama internazionale e gli atelier della capitale fanno a gara per vestirle. Ava Gardner resta fedelissima alle creazioni delle Sorelle Fontana, Ingrid Bergman predilige lo stile sofisticato di Madame Gattinoni, mentre Emilio Schuberth è il sarto favorito della bellissima Soraya.
Se la nascita della moda italiana si verifica a Roma nel 1949, Giovanni Battista Giorgini può senz'altro essere considerato il suo padrino, Dopo aver lavorato per anni come resident buyer per i grandi Department Stores americani importando prodotti di arte e artigianato, nel 1950 decide di tentare un grande lancio internazionale della moda italiana. E' così che il 12 febbraio 1951 organizza in casa sua, a Villa Torrigiani a Firenze, un defilé di fronte al gotha della stampa e dei buyers internazionali. A questa prima manifestazione aderisce il fiore della sartoria italiana da Carosa a Germana Marucelli, dalle Sorelle Fontana a Emilio Pucci. Il defilè è un trionfo. I buyers americani, Bergdorf Goodman in testa, acquistano l'inverosimile. Visto il successo delle sfilate fiorentine organizzate da Giorgini a partire dal luglio del 1952 viene scelta come sede ufficiale la Sala Bianca di Palazzo Pitti.
Alla fine degli anni '50 la moda italiana è uno dei settori trainanti del nostro sistema produttivo e rappresenta il 17% dell'industria manifatturiera nazionale.
Ma poi, con il tramonto della Hollywood sul Tevere, nei primi anni '60 gli atelier romani di alta moda iniziano a perdere colpi. La Sala Bianca di Palazzo Pitti, culla dorata della moda italiana, viene sempre più spesso eclissata dalle mondanissime sfilate veneziane di Palazzo Grassi. In posizione di grande ascesa si trova Milano, la città dell’industria, del design e del nascente pret-à-porter. Va ora prendendo forma una nuova via della moda italiana che fino ad oggi era rimasta divisa in due canali rigidamente separati: quello dell'alta moda, ossia del su misura e quella più popolare, e quello della confezione.
Ha cosi inizio quell'assetto che, tra la fine degli anni Settanta e il decennio successivo, con il nome "Made in ltaly", sancirà il definitivo trionfo dello stile italiano. (Inform)