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INFORM - N. 189 - 27 ottobre 2000

CONFERENZA DEGLI ITALIANI NEL MONDO - PRE-CONFERENZA AMERICA DEL NORD

USA e Canada: comunità italiane a confronto

L'apertura dei lavori. L'intervento del Sottosegretario Franco Danieli

TORONTO - La Pre-conferenza per il Nord America - terza assise continentale in preparazione della Prima Conferenza degli italiani nel mondo dopo quelle del Sud America e dell'Oceania - si è aperta a Toronto il 26 ottobre. In apertura di lavori, l'Ambasciatore d'Italia Roberto Nigido ha espresso la propria soddisfazione per la scelta di tenere la pre-conferenza in Canada, un paese che è riuscito ad affrontare in modo positivo le problematiche delle comunità straniere che vi si sono insediate e che danno il proprio contributo ad un Paese di cui si sentono parte ed al quale sono fedeli, ma che ricordano la propria provenienza. L'on. Tina Molinari, Sottosegretario del Governo dell'Ontario responsabile per l'istruzione superiore ed universitaria, ha sottolineato a sua volta l'apporto dell'ormai integrata comunità italiana e la necessità di intensificare i rapporti tra Italia e Canada, ponendo in evidenza come nell'Ontario il sette per cento della popolazione sia di origine italiana.

In apertura del suo intervento il Sottosegretario agli Esteri on. Franco Danieli ha sottolineato come la comunità italiana in Nord America sia un pezzo importante della vita italiana all'estero, considerando ovviamente le differenze che intercorrono fra le due comunità degli Stati Uniti e del Canada, l'una più antica, valutata intorno ai 20 milioni di discendenti, l'altra più recente; entrambe comunque hanno fornito attraverso la propria integrazione a tutti i livelli, un apporto significativo alla formazione dell'odierna identità nordamericana.

I lavori di Toronto, secondo Danieli, devono muovere dai traguardi raggiunti dalla Seconda Conferenza Nazionale dell'Emigrazione dell'88, individuando i nuovi obiettivi da perseguire. Egli ha sottolineatao poi la necessità di individuare le linee strategiche di lavoro in una dimensione temporale di medio periodo, articolata sul lasso di tempo di cinque - sette anni e che consenta di fissare programmi e seguirne la verifica. In questo senso ha ribadito come questa Prima Conferenza non significhi solo le giornate celebrative di dicembre, ma costituisca un percorso iniziato a maggio con la legge istitutiva della Conferenza stessa e che attraversa le cinque pre-conferenze e i risultati da esse prodotti. La Conferenza significa anche iniziative specifiche, quali quelle legate ai giovani e alle donne e il forte momento dedicato al tema dell'informazione. In merito si è rilevato come nel corso degli ultimi anni qualcosa sia cambiato in meglio, soprattutto per il flusso informativo dall'Italia verso il mondo, mentre resta un "buco nero" l'informazione di ritorno. Per questo motivo il Sottosegretario ha ribadito la volontà di coinvolgere le principali testate italiane cartacee e quelle italiane all'estero nel contribuire ad una maturazione culturale degli italiani in Italia. Nell'ambito della Conferenza saranno infatti proposti momenti di incontro - laboratorio tra i maggiori esponenti ed esperti dell'informazione italiana che risiedono in Italia e all'estero. Si tratterà di un laboratorio audiovisivo, di un laboratorio sociale e di un laboratorio delle migrazioni intellettuali nei settori della scienza e della tecnologia.

Un accenno non è mancato all'importante tappa del cammino verso Roma costituita dalla Conferenza dei parlamentari di origine italiana, che vedrà impegnati il 20 e 21 novembre oltre 200 parlamentari. Sui 325 individuati ed invitati, già a 190 ammontano le adesioni. Essi, ha evidenziato il Sottosegretario, non sono solo parlamentari ma ricoprono spesso grandi responsabilità nei Paesi di provenienza. Venendo a tematiche di più generale interesse Danieli ha citato alcune innovazioni realizzate rispetto alla Conferenza del 1988, dall'istituzione del CGIE nel '91 alla riforma dei Comites all'esame del Parlamento, agli sviluppi più recenti del cammino verso l'esercizio del diritto di voto.

Riguardo al voto, Danieli ha riconosciuto che i recenti successi sono dovuti ad un'intesa trasversale tra le forze politiche e si è detto confortato dalle dichiarazioni fatte il 24 ottobre scorso dalla senatrice D'Alessandro Prisco che non ha prospettato eccessive difficoltà nell'approvazione della legge ordinaria. L'invito a tutti è quindi a perseverare nel lavoro affinché già dalle prossime elezioni politiche i diciotto parlamentari della Circoscrizione Estero siano reale espressione dei connazionali all'estero.

Importante capitolo dell'intervento del Sottosegretario è stata la riflessione sulla importanza di valorizzare lingua e cultura italiana, che devono divenire cardine dell'insediamento della cultura italiana in Nord America. Sono 550 mila, è stato ricordato, le persone che nel mondo hanno studiato l'italiano lo scorso anno. C'è consapevolezza della carenza di fondi, soprattutto con il venir meno di quelli provenienti dal Fondo sociale europeo, ma c'è anche la volontà di far fronte alle carenze con la legge finanziaria. Non è solo una questione di cifre e fondi poiché è importante superare alcune difficoltà d'approccio nei rapporti bilaterali con i Paesi di presenza italiana. Da una parte ci si propone una più forte richiesta di inserimento dell'italiano come seconda e terza lingua nella scuola dell'obbligo, dall'altra occorre potenziare la presenza a livello universitario. A questo riguardo il Sottosegretario ha anticipato che l'attuale numero 140 lettori nei dipartimenti di Italianistica sparsi nel mondo sarà aumentato di settanta unità. Questa comporterà certo un onere finanziario ma rispecchia la consapevolezza della richiesta anche dei non italiani E' necessario inoltre verificare lo stato attuale degli Istituti italiani di cultura, apportando modifiche alla legge 401 del '90. Quanto all'informazione, il Sottosegretario ha accennato al convegno tenutosi a maggio a Roma e all'interesse mai venuto meno da parte di Rai International, il cui direttore Magliaro è presente ai lavori.

Il discorso del Sottosegretario è stato seguito da un breve saluto di un rappresentante ufficiale del Comune di Toronto, che ha ribadito l'orgoglio della città per la scelta su di essa ricaduta, una città in cui il multiculturalismo prospera, è riconosciuto a livello internazionale e vede il contributo della comunità italiana. Un saluto anche da parte di Monsignor De Angelis.

Le relazioni di Gino Bucchino, Giovanni Rapanà e Silvana Mangione

Sono seguite le relazioni del Vice Segretario dell'Area anglofona Gino Bucchino e quelle di Giovanni Rapanà per il Canada e di Silvana Mangione per gli Stati Uniti. Gino Bucchino non ha mancato di porre il dito su alcune piaghe, a partire dall'incertezza nelle cifre della presenza italiana in Canada. A maggio 2000 risultano 152.106 italiani in Canada e oltre 309mila negli Stati Uniti. Le cifre danno la consapevolezza dell'apporto che la comunità nordamericana può dare alla Conferenza e nello stesso tempo supportano la richiesta di maggiore attenzione nei confronti della comunità stessa. E ciò a partire dalla informazione, dai diritti civili che richiedono una più capillare e più qualificata presenza degli uffici consolari, dall'assistenza e alla previdenza, dalla necessità di supportare con maggiori contributi il lavoro di Comites e CGIE. Bucchino ha concluso ponendo l'accento sulla compagine giovanile della comunità italiana nordamericana, sulla sua vitalità e sugli errori del passato. Nuove politiche impongono un coinvolgimento dei giovani non legato esclusivamente a nostalgie campanilistiche, ma all'intera realtà economica, culturale e istituzionale italiana.

Il Presidente dell'Intercomites Giovanni Rapanà ha tra l'altro ribadito la necessità di una semplificazione delle procedure bilaterali a partire, ad esempio, da quelle previdenziali legate all'Inps. Allo stesso modo ha ricordato la necessità di maggiore chiarezza in ambito di assistenza sanitaria. Così come chi lo ha preceduto, Rapanà ha sottolineato come i diritti civili siano diversificati e non si esauriscano in quello del voto, ma comprendano, oltre a quelli citati, il diritto alla cittadinanza, l'eliminazione della tassa sul passaporto e un maggiore sforzo per avere libere ed ampie consultazioni nell'elezione dei Comites.

Silvana Mangione si è soffermata principalmente sulla necessità di mantenere questa enorme ricchezza a favore dell'Italia, rappresentata dalla comunità italiana degli Stati Uniti, l'unica a non aver avuto soluzione di continuità dal '700 in poi. L'emigrazione è infatti cambiata, ma mai si è fermata. La più antica non si è integrata, ma si è mimetizzata e ha protetto la seconda. Nelle terze e quarte generazioni è iniziato a scaturire il desiderio del ritorno alla italianità: non vogliono votare, ma alimentare una cultura riscoperta e viva. Dall'88 siamo diventati ambasciatori dell'italianità - ha continuato la Mangione - e, più recentemente, fattori della politica italiana all'estero. Suggeriamo due linee di intervento che si fondano su una corretta ed ampia informazione per una reciproca e vera conoscenza attuata con tutti i mezzi e in modo bilingue, e dall'altra basata sullo studio di politiche articolate che non disperdano fondi e forze. Da ultimo Silvana Mangione ha ricordato come la comunità italiana negli Stati Uniti si proponga come luogo deputato per la sperimentazione e la verifica delle politiche da attuarsi e ciò in virtù del fatto che essa, prima di tutte le altre, ha sempre vissuto in positivo o in negativo ogni cambiamento. (Elena Sartor-News Italia Press/Inform)


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