Dino Nardi (CGIE) sugli Accordi bilaterali Svizzera-Unione Europea
Un tormentone per migliaia di lavoratori !
ZURIGO - Ormai la questione dell‘entrata in vigore degli accordi bilaterali tra Svizzera ed Unione Europea, e più precisamente quella del blocco del trasferimento dei contributi AVS all‘INPS connessa ai Bilaterali, è diventata in Svizzera un vero e proprio tormentone per l‘emigrazione italiana più anziana, prossima al pensionamento. Ogni settimana in ogni angolo della Confederazione abbiamo assemblee e conferenze che trattano questo argomento (ancora lo scorso venerdì oltre 200 lavoratori sono intervenuti ad una assemblea organizzata a Winterthur dal locale Comitato Cittadino Italiano). Negli uffici di patronato e nelle segreterie sindacali non si contano più le telefonate e le visite di emigrati che chiedono notizie in merito. Ogni occasione di incontro con le autorità italiane o elvetiche è buona per porre il quesito. Le redazioni dei periodici italiani editi in Svizzera sono inondati di telefonate e lettere di abbonati che domandano notizie.
Senza poi dimenticare le preoccupazioni che hanno anche migliaia di ex emigrati italiani e di lavoratori frontalieri, come lo sta a dimostrare il susseguirsi di convegni che vengono organizzati a tale proposito nella fascia di confine italo-svizzera e le interrogazioni parlamentari che sollecitano ai loro deputati e senatori. Ebbene, va ribadito ancora una volta, che una risposta a questo problema, a tutt‘oggi, non può essere data!
Né sulla questione posta dai Comites e dal Cgie relativa ad un eventuale periodo transitorio per il blocco dei trasferimenti contributivi, né per l‘entrata in vigore degli stessi Accordi bilaterali. Infatti, da un lato, un eventuale periodo transitorio per il blocco dei trasferimenti potrà essere deciso dal Gruppo di lavoro bilaterale CH-UE solo nel tempo che intercorrerà tra l‘approvazione definitiva degli Accordi e la loro entrata in vigore. E, dall‘altro lato, il problema reale è che non si può sapere quando gli Accordi bilaterali saranno approvati da tutti gli Stati membri poiché questo dipende dalla calendarizzazione dei lavori dei singoli parlamenti. Lo stesso Consiglio Federale elvetico, recentemente, per bocca del Ministro degli Esteri Deiss, si è limitato ad affermare che presumibilmente gli Accordi Bilaterali non potranno entrare in vigore prima della prossima primavera.
D‘altra parte, a tutt‘oggi, l‘unica Nazione dell‘Unione Europea che ha già approvato i Bilaterali è la sola Austria mentre tutti gli altri 14 Paesi ne hanno programmato la discussione secondo il seguente calendario che, peraltro, non è detto non venga modificato nel proseguo del tempo: Belgio, primavera 2001; Danimarca, autunno 2000; Finlandia, autunno 2000; Francia, primavera 2001; Germania, autunno 2000; Gran Bretagna, inverno 2000/01; Grecia, inverno 2000/01; Irlanda, autunno 2000; Italia, approvato il 6.6.2000 dal Senato ed in calendario della Camera in autunno 2000; Lussemburgo, autunno 2000; Paesi Bassi, autunno 2000; Portogallo, inverno 2000/01; Spagna, autunno 2000; Svezia, inverno 2000/01. (Dino Nardi*-Inform)
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Presidente Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE, Presidente ITAL-UIL Svizzera