* INFORM *

INFORM - N. 185 - 23 ottobre 2000

InterComites Canada - Lettera aperta al Direttore di RAI International Massimo Magliaro

MONTREAL - "Gli italiani in Canada sono stanchi di essere presi in giro. La Rai è tuttora un’Azienda pubblica che si nutre di denaro pubblico, allora per quale ragione in Canada diviene un affare privato ?"

E' quanto scrive il presidente del Comites di Montreal Giovanni Rapanà, a nome dell'InterComites Canada, al direttore di Rai International Massimo Magliaro, lamentando la mancata risposta ad una lettera che accompagnava 38.000 firme della petizione promossa tra i connazionali residenti in Canada. E questo mentre continuano le trattative tra Rai, Corus e la stazione privata TNL.

"Pensavamo - scrive Rapanà - che dopo la risposta del CRTC (Autority canadese) si fosse conclusa felicemente la prima fase di un percorso iniziato nel mese di gennaio. Mentre a ben vedere comincia a prendere forma quello che si preannuncia un fallimento totale della Rai in Canada. In pratica c’è il sospetto che Rai Canada, la nuova stazione che sta nascendo, fungerà da specchietto per le allodole e rappresenterà la classica gallina dalle uova d’oro che bisognerà mantenere a tutti i costi, proprio perché rappresenta l’impegno verso la Comunità, mentre, allo stesso tempo, si continua a fornire TLN dei migliori programmi, tanto da scoraggiare gli utenti dal collegarsi al nuovo canale, appunto, Rai Canada. TLN che per la sua propria vocazione commerciale non potrà mai soddisfare le esigenze della collettività italiana che sono quelle rivendicate nel testo della petizione e cioè in breve di ricevere i programmi direttamente dall’Italia senza manipolazioni di sorta.

"Indiscrezioni ci indicano che gli accordi in corso, non solo non rispettano le richieste della Comunità italiana in Canada che ha sempre chiesto un servizio diretto e senza interventi canadesi, ma non rispettano nemmeno gli impegni assunti da Lei stesso Dott. Magliaro il 23 giugno 2000 ad Ottawa. Le chiediamo che prima di far assumere alla Rai impegni che costringerebbero la collettività italiana in Canada a continuare a vivere ancora per lungo tempo questa illogica situazione, di consultare i rappresentanti della Comunità italiana in Canada.

"Speriamo che in sede di Commissione Informazione che si riunirà il 25 ottobre a New York - conclude il coordinatore dell'InterComites Canada - vorrà dimostrare l’infondatezza dei nostri timori e rispondere pubblicamente a queste e ad altre domande, nonché del suo operato in Canada". (Inform)


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