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INFORM - N. 174 - 9 ottobre 2000

Il presidente della Regione Toscana Martini scrive ad Arafat e Barak: "Non abbandonate il sentiero della pace"

FIRENZE - "La Toscana, che con la cooperazione ha collaborato attivamente alla costruzione di nuovi rapporti di pace tra israeliani e palestinesi, vi scongiura di non abbandonare il faticoso sentiero della pace, contro ogni furore ideologico, contro ogni tentativo di cedere al partito della guerra, contro ogni pur legittima ragione che si voglia imporre con la violenza". E' questo l'appello contenuto in una lettera che il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha indirizzato al presidente palestinese Arafat e al primo ministro israeliano Barak.

L'irresponsabilità di alcuni, scrive Martini, sembra oggi far prevalere le posizioni di chi pensa che guerra e violenza possano risolvere delicate questioni culturali e spirituali, prima ancora che politiche, vanificando così l'impegno di chi - come Arafat e Barak - si è adoperato perché la pace, una parola che è iscritta nel nome stesso di Gerusalemme, mettesse salde radici nel cuore dei cittadini israeliani e palestinesi. "In realtà - prosegue la lettera - ciò che si ottiene è solamente di seminare odio su odio, di uccidere bambini, che sono sempre le prime vittime innocenti di ogni guerra, come tragicamente è apparso sulle televisioni di tutto il mondo". "I bambini palestinesi e israeliani - scrive ancora Martini dando voce al senso di angoscia e orrore suscitato nell'opinione pubblica dalle vicende di questi giorni - non chiedono la guerra. Vogliono tenersi per mano, vogliono cantare la grande canzone della pace e soprattutto non vogliono morire a 12 anni".

L'invito pressante del presidente toscano ad Arafat e a Barak, alla loro generosità e alla loro lungimiranza, è quindi quello ad ascoltare "la voce mite delle vittime, che non chiedono odio, ma domandano solamente pace" e a essere "maestri coraggiosi nell'arte della diplomazia".

"In Medio Oriente - conclude la sua lettera Martini - si gioca la pace del mondo, non solo quella tra due popoli. Per questo tenete ostinatamente aperta la porta della trattativa, senza rimanere prigionieri di quegli ideologismi che nella loro rigidità impediscono la pace e preparano la guerra".

Martini ha anche risposto ad una lettera inviatagli dal sindaco di Nablus, Ghassan Al-Shaka'a, confermandogli l'amicizia e la solidarietà della Toscana, che è gemellata con la città palestinese. (Inform)

 


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