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INFORM - N. 172 - 6 ottobre 2000

Per il Veneto, il Trentino, la Lombardia e il Friuli-Venezia Giulia una intesa interregionale per la tutela delle tradizioni orali

VENEZIA - La salvaguardia del patrimonio e delle identità culturali, nelle loro peculiarità, è un problema del mondo contemporaneo. In questo contesto le tradizioni orali sono un bene particolarmente a rischio. Al loro recupero e conservazione è finalizzato il protocollo d'intesa firmato il 5 ottobre a Palazzo Balbi, a Venezia, dagli assessori alla cultura della Regione Veneto Ermanno Serrajotto, della Regione Lombardia Ettore Albertoni, della Provincia Autonoma di Trento Claudio Molinari e dalla Regione Friuli Venezia Giulia rappresentata dal direttore del Centro di catalogazione e restauro di Villa Manin a Passariano (Udine) Roberto Pirzio-Birzoli.

L'accordo riguarda la costituzione di un archivio delle tradizioni orali, in cui rivestono particolare importanza quelle musicali. Si tratta di una prima significativa forma di collaborazione tra queste Regioni - ha spiegato l'assessore veneto Serrajotto - che sono impegnate da tempo in questo settore, ciascuna con proprie iniziative o in collaborazione con centri universitari (Padova, Pavia, Udine). Un gruppo di lavoro interregionale appositamente costituito lavorerà quindi alla realizzazione di un sistema informativo comune che consenta di ottimizzare le esperienze singolarmente condotte, di rendere interscambiabili e condivisibili le informazioni attraverso l'unificazione delle metodologie di raccolta e di archiviazione, individuando anche procedure di analisi e di valutazione dei risultati ottenuti.

Serrajotto ha aggiunto che il Veneto intende tracciare anche altre progettualità in campo culturale: con la Lombardia e Trento, ad esempio, sarà approfondito il tema delle potenzialità del lago di Garda, mentre con il Friuli Venezia Giulia potrebbe essere sviluppato quello dell'Istria e della Dalmazia.

L'assessore lombardo Albertoni ha posto l'accento sul collegamento tra culture e identità locali e forme di autonomia. Anche la politica - ha aggiunto - deve riuscire a trovare un approccio diverso, che tenga conto soprattutto di questi aspetti. La stessa globalizzazione, che Albertoni ha paragonato alla "melassa" o a una "grande macedonia" di cui si vedono più i rischi di omogeneizzazione che i vantaggi, può essere affrontata con un forte radicamento alle rispettive identità culturali. Per questo serve una maggiore attenzione verso tutto ciò che è memoria, come le tradizioni orali.

Da parte sua anche l'assessore Molinari ha espresso soddisfazione per l'avvio di questa collaborazione rilevando come il tema delle identità culturali sia a fondamento della stessa autonomia speciale della provincia di Trento. Ed ha aggiunto che l'attività di ricerca e di studio intorno alle tradizioni, agli usi e alle parlate locali, oltre che recupero di materiali che altrimenti andrebbero dispersi, deve significare anche rivivificazione di questi aspetti culturali all'interno delle diverse comunità. Anche in Friuli Venezia Giulia condivide questa linea d'azione, già sperimentata con l'attività pluriennale del centro regionale di restauro dei beni culturali e ambientali.

Una parentesi "canora" è stata offerta dal duo bellunese dei "Belumat" che da anni si occupa del recupero delle tradizioni orali, in particolare quelle musicali, anche nelle comunità italiane e venete all'estero. Solo in Brasile ne hanno raccolto circa 700 esempi. (AVN/Inform)


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