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INFORM - N. 165 - 27 settembre 2000

Claudio Cumani, segretario della Sezione di Monaco di Baviera dei DS, sul Convegno dei funzionari italiani all'estero

MONACO - In occasione del Convegno dei funzionari italiani all'Estero "L'Italia e le Organizzazioni iinternazionali - Primo Forum di dialogo con i Funzionari italiani nelle Organizzazioni internazionali e nell'Unione Europea", organizzato dalla Fondazione Italianieuropei, dal CESPI e dall'ISPI, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero del Tesoro e che si tiene a Roma, il 29 settembre nella Sede della Confindustria, Claudio Cumani (segretario della Sezione di Monaco di Baviera dei DS) assieme ad altri colleghi dipendenti di associazioni internazionali ha rilasciato le seguenti considerazioni:

1) I dipendenti delle organizzazioni internazionali, i docenti, ricercatori e tecnici italiani che lavorano all'estero non dovrebbero essere usati solo come bell'esempio da richiamare retoricamente di tanto in tanto, ma dovrebbero essere considerati per le competenze acquisite: dovrebbero venire consultati con regolarità dal MURST, utilizzati per consulenze, chiamati a collaborare all'organizzazione ed alla realizzazione delle politiche italiane ed europee nel campo della formazione, della ricerca, dell'innovazione e della produzione. Tali persone hanno acquisito conoscenze ed esperienze, hanno raggiunto riconoscimenti e responsabilità, hanno costruito reti di contatti e relazioni internazionali: tutto ciò dovrebbe essere riconosciuto, valorizzato, sostenuto ed utilizzato dalle Autorità italiane perché fornisce una ricchezza ed una risorsa per tutto il Paese.

2) I rappresentanti del Governo italiano negli organismi di gestione delle organizzazioni internazionali dovrebbero essere più a contatto con i dipendenti italiani di quelle organizzazioni. Finora, al contrario di ciò che avviene per altre nazioni, i dipendenti italiani sono sempre stati lasciati senza un referente sicuro e continuo.

3) Va seguita e curata la formazione culturale dei figli degli italiani all'estero. L'insegnamento dell'italiano nelle scuole locali e le offerte scolastiche e parascolastiche dei cosiddetti Enti gestori vanno sostenute con fondi adeguati e qualificate nei contenuti. Analogo impegno dovrebbe essere preso per una modernizzazione e potenziamento delle Scuole europee, laddove esistono: troppo spesso in queste scuole risulta una mancanza cronica di insegnanti italiani di ruolo qualificati.

4) L'Italia dovrebbe organizzare una "politica del rientro", agevolando il reinserimento nel mondo del lavoro italiano:


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