Il Presidente Ciampi all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa: Porre la cultura al centro delle attività. No alla pena di morte
STRASBURGO - Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi è intervenuto a Strasburgo, il 26 settembre, all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, attualmente sotto presidenza italiana.
Egli ha definito il Consiglio d'Europa, l'unica organizzazione autenticamente paneuropea, un luogo di chiarezza, di dialogo, di coesione.
L'apertura a tutti i popoli dell'Europa - ha detto Ciampi - fu un'intuizione straordinaria che, subito dopo la caduta del muro di Berlino, venne realizzata attraverso la rapida adesione al Consiglio d'Europa dei Paesi dell'Europa centro-orientale e della Federazione Russa. Il sistema normativo del Consiglio d'Europa costituisce un patrimonio della democrazia che ha ancora bisogno del sostegno di tante coscienze. Convenzione europea dei diritti, Carta sociale, Convenzione europea per la prevenzione della tortura, Convenzione quadro per la protezione delle minoranze ne sono i pilastri. Le molteplici codificazioni che ne sono risultate hanno allargato gli spazi di libertà e di giustizia in Europa e consolidato fra i popoli europei la fierezza d'essere partecipi d'una unica civiltà.
La loro applicazione - convinta e concreta - metterà in risalto quel valore aggiunto necessario alla democrazia europea e all'esercizio dei diritti inviolabili dell'individuo di cui il Consiglio d'Europa ha dimostrato saper essere un efficace custode.
Del Consiglio d'Europa fanno parte 41 Stati per oltre 800 milioni di persone: una vasta rapopresentatività destinata ad ampliarsi ancora con l'ingresso di due antiche nazioni quali l'Armenia e l'Azerbadjan. L'ancoraggio dei Balcani ai valori europei costituisce un banco di prova della solidità dei nostri principi e della credibilità degli organismi internazionali.
Il Consiglio d'Europa collabora alla costruzione di una società civile in Bosnia Erzegovina, nel Kossovo, in Albania; intrattiene un dialogo con la società civile e la cultura jugoslava. Può stimolare nuovi, proficui contatti fra kossovari-albanesi e serbi. Assolve un importante compito nel contrastare l'antistorica tentazione di creare Stati monoetnici.
Il Capo dello Stato ha poi indicato i tre grandi obiettivi del Consiglio d'Europa: i diritti umani, il buon governo, l'identità culturale europea intesa come eredità comune, come volontà di vivere insieme. La Presidenza italiana del Consiglio d'Europa si adopera per ridurre il divario fra gli strumenti giuridici realizzati dal Consiglio d'Europa e la loro capacità di tradursi in forme concrete, nella consapevolezza che sia un dovere morale, prima ancora che giuridico, dare piena attuazione agli obblighi internazionali assunti.
Nel ricordare quanto scrisse Cesare Beccaria nel lontano 1766, Ciampi ha rinnovato l'auspicio che la pena di morte venga definitivamente abolita in tutto il perimetro del Consiglio d'Europa. Occorre bandirla dagli ordinamenti che ancora la prevedono - ha detto - , compiere un avanzamento sostanziale rispetto al regime di moratoria tuttora vigente in alcuni Paesi. Questo sì che sarebbe un segnale vibrante di affermazione dell'identità europea rivolto, con l'autorevolezza che deriva da un autentico comune sentire, all'intera comunità internazionale.
L'Italia, con il suo patrimonio accumulato in millenni di storia, con la sua lingua, la più antica dell'Occidente, è profondamente convinta - ha affermato infine il Presidente Ciampi - che la cultura, ancor più che in passato, debba essere posta al centro delle attività del Consiglio d'Europa. (Inform)