Si è tenuto a Strasburgo l’incontro dei direttori nazionali delle Chiese d’Europa per le migrazioni
STRASBURGO (Inform) - Dal 14 al 17 settembre si è tenuto a Strasburgo, presso il Centre S. Thomas, l’annuale incontro dei Direttori nazionali per le migrazioni delle Chiese d’Europa promosso dal CCEE (Consiglio delle Conferenze Episcopali dell’Europa). Delle 34 Chiese nazionali invitate, riferisce Migranti press, 23 erano rappresentate (dalla Svezia all’Italia, dalla Spagna alla Turchia, ecc.) con vari esperti del settore. L’incontro - presieduto da mons. Franck, arcivescovo del Lussemburgo, ed animato dallo staff del CCEE, p. H. Vöcking e l’abbé Huot-Pleroux, - aveva come fine di fare il punto sulla pastorale migratoria in Europa e di proporre alle Chiese dei vari paesi motivazioni e modelli per un più valido impegno in questo settore. L’appuntamento europeo costituiva inoltre un momento preparatorio del convegno mondiale dei Direttori nazionali che si terrà a Roma dal 10 al 12 ottobre.
Il dr. Urs Köppel (Svizzera) ha presentato i dati di una indagine svolta in 34 nazioni d’Europa. Dopo aver descritto le variegate situazioni dei migranti e le diverse risposte della Chiesa, di fronte al crescente movimento migratorio ed alle politiche viepiù tendenti alla chiusura delle frontiere, egli ha sostenuto che le Chiese d’Europa devono investire maggiori risorse nella pastorale migratoria. Al riguardo decisivo sarà il sostegno dei vescovi. Il Dr. Köppel ha concluso il suo intervento con tre domande: Come possono essere sensibilizzati ed informati con regolarità i vescovi sui problemi dei migranti? L’aumento della "migrazione al femminile" ha avuto un influsso sui piani pastorali e sociali delle Chiese? Come rispondono le Chiese locali al preoccupante aumento dall’estremismo di destra?
Ampia e dettagliata la relazione di mons. Josef Sanchez Gonzales, vescovo di Sigüenza-Guadalajara (Spagna) e per lunghi anni missionario d’emigrazione in Germania. Uno sguardo al passato, un’analisi delle cause dell’immigrazione, le caratteristiche delle nuove migrazioni, i principi che guidano la Chiesa nel suo impegno di pastorale migratoria, il significato che oggi acquista questo impegno, sono stati i punti esposti dal vescovo, che ha sottolineato l’esigenza di un permanente aggiornamento per tutti gli operatori pastorali. La "categoria Europa" è stato il perno di questo interessante intervento che ha sollecitato nuove forme di promozione sociale e di pastorale: "la cattolicità va intesa come universalità nella diversità" e ancora: "se la migrazione porta con sé sempre un fenomeno di esclusione o di emarginazione, di conseguenza si esigono nuove strutture che promuovano l’accoglienza, l’intesa, la collaborazione tra i residenti e chi arriva dall’estero. Da qui l’esigenza di porre segni concreti grazie alla formazione di unità pastorali plurinazionali o internazionali".
È toccato a P. Loreto De Paolis di esporre le iniziative di pastorale migratoria promosse dal Pontificio Consiglio nei vari continenti. Sarà il prossimo Incontro mondiale di ottobre che metterà a confronto i massimi responsabili delle varie Chiese nel settore socio-pastorale. I Direttori europei hanno auspicato e chiesto che il convegno mondiale non solo confermi i principi che ispirano e fondano il lavoro socio-pastorale della Chiesa in questo settore, ma sia un’occasione per proporre con forza concrete linee di impegno alle varie Chiese locali e diocesi, prime responsabili di una pastorale di accoglienza e di corresponsabilità degli immigrati.
Mons. Luigi Petris ha rappresentato all’incontro di Strasburgo la Migrantes italiana. Questo il suo commento: "C’è da rimanere ammirati della molteplicità di iniziative messe in atto dalle Chiese locali in Europa per promuovere una corresponsabilità civile ed ecclesiale dei migranti. Resta comunque sempre attuale ed arduo coinvolgere le comunità di credenti a sentire come primario compito cristiano l’impegno di difendere i migranti da infondati pregiudizi di cui sovente sono vittime e di valorizzare la loro presenza con un attivo inserimento nelle nostre comunità". (Inform)