Svizzera - Iniziativa del 18%, le ragioni del no. Una nota del SYNA
ZURIGO - Domenica 24 settembre il popolo svizzero sarà chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa "per una regolamentazione dell’immigrazione", una votazione che ha suscitato cori di protesta tra le organizzazioni degli immigrati, soprattutto quelle di estradizione sindacale.
La Commissione Nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici immigrati del SYNA – Sindacato interprofessionale condanna con forza l’iniziativa "per una regolamentazione dell’immigrazione", che vuole limitare al 18% della popolazione locale la presenza dei cittadini stranieri in Svizzera, vincolandola addirittura alla costituzione.
Anche in quest’occasione, l’ultima di una serie interminabile di iniziative, i lavoratori e le lavoratrici immigrati del SYNA uniranno le loro forze a quelle dei cittadini svizzeri che difendono i valori della tolleranza, della solidarietà e della tradizione umanitaria, per sconfiggere i sentimenti xenofobi e l’intolleranza che si nascondono dietro la fredda facciata dei numeri e delle percentuali.
La stragrande maggioranza dei cittadini immigrati vive stabilmente in Svizzera da molti anni, ha compiuto sforzi non indifferenti verso l’integrazione, ha assunto comportamenti e modelli culturali accomunanti con i cittadini svizzeri, contribuisce in modo decisivo al benessere nazionale e al finanziamento delle assicurazioni sociali. Sono ragioni sufficienti, ma ve ne sono tante altre, per manifestare sdegno verso un’iniziativa fuorviante e impregnata di populismo, che persegue obiettivi astrusi e confusionari e non contribuisce a risolvere i problemi veri, sicuramente non quello della criminalità.
Il popolo svizzero, pronunciandosi per gli accordi bilaterali con l'UE, ha dato un segnale chiaro sugli indirizzi politici da seguire negli anni futuri verso la comunità degli Stati e in materia d’immigrazione. Un successo dell’iniziativa in votazione sconfesserebbe le decisioni e le aperture adottate il 21 maggio 2000 e consegnerebbe all’opinione pubblica internazionale un’immagine retriva della Svizzera, sicuramente immeritata, e vanificherebbe gli sforzi non indifferenti che il Consiglio Federale, le Istituzioni e il mondo economico stanno producendo da tempo per rimediare alle eredità del passato. Sia qui ricordata per tutte la questione "averi degli Ebrei" durante il periodo nazista, e la faticosa stagione di ricostruzione storica e di mediazione politica per venirne a capo.
Il sì al testo in votazione creerebbe un danno irreparabile per l’economia e bloccherebbe i forti segnali di ripresa che visibilmente hanno ridato impulso al mercato del lavoro. Sarebbe un errore grave e irresponsabile ignorare che già ora molti settori di attività soffrono una penalizzante mancanza di forza lavoro. I più recenti dati dell’Ufficio federale di statistiche (30 giugno 2000), oltre a rimarcare l’ottimo stato di forma del mercato del lavoro, hanno evidenziato la marcata penuria di manodopera qualificata nel settore alberghiero, così come nei servizi informatici alle imprese e nel comparto del traffico aereo. Campi d’attività nei quali, a vari livelli, la presenza dei lavoratori e delle lavoratrici stranieri è già elevata.
La Commissione nazionale dei cittadini immigrati del SYNA rivolge un appello a tutti gli ex-immigrati naturalizzati svizzeri, invitandoli ad una compatta partecipazione al voto del 24 settembre. Non è in gioco soltanto il successo contro l’iniziativa, ma anche la necessità di lanciare un segnale inequivocabile, sostenuto da un’ampia maggioranza. (Inform)