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INFORM - N. 154 - 12 settembre 2000

Vito D'Adamo sul Convegno di Muttenz

L'informazione di ritorno: non basta parlarne

FRIBURGO/BR - La necessità dell'informazione di ritorno è divenuta il cavallo di battaglia per chiunque si presenti al cospetto di un'assemblea di connazionali all'estero, specie se riguardante il settore dei media; un passaggio obbligato, dalla trattazione del quale non è possibile derogare; un punto fisso.

Meglio: un chiodo fisso, come se una notizia, base dell'informazione di ritorno, fosse cosa da potersi inventare, un dato banale da diffondere a cuor leggero, un fatto da poter imporre e non qualcosa che si ponga immediatamente all'attenzione del destinatario, lettore o addetto all'informazione, che sia.

Una notizia importante, di spessore, di qualità, acquista all'istante la velocità di un fulmine, si diffonde in tempo reale, colpisce senza indugi.

Com'è, allora, che argomenti di così vitale importanza e comune interesse come quelli, ad esempio, dell'estensione del diritto di voto all'estero, o delle conferenze continentali o addirittura nazionali della diaspora italiana, siano pressoché ignorati in patria?

Questo accade perché taluni argomenti non sono diffusi dalla stampa nazionale e le ragioni si possono facilmente intuire; non sono offerti adeguatamente al vaglio dell'opinione pubblica, ed i media italiani all'estero non hanno antenne così potenti da far captare i loro messaggi.

Bisogna allora, nell'era dell'informatica, pensare ad un nuovo sistema di diffusione degli avvenimenti, riguardanti le comunità italiane d'oltrefrontiera, metterlo in atto, imporre all'attenzione dell'utenza metropolitana le notizie, volutamente trascurate dai media nazionali.

Non basta, quindi, ripetere nei convegni le stesse parole, che sono sulla bocca di tutti, gli stessi luoghi comuni, senza averne in precedenza valutato la portata; salvo che la loro rilevanza non sia stata misurata allo scopo d'indirizzarla a fini negativi.

Si finisce così per cascare un po' tutti nella trappola: gli ascoltatori e gli oratori sprovveduti; quelli accorti sanno il fatto loro e sono accomunabili agli operatori dell'informazione nazionale, interessati a passare sotto silenzio le notizie che, sulle povere onde dei media d'oltrefrontiera, dall'estero provengano.

Non ci pare che una riflessione del genere sia stata espressa nel corso del Congresso di Muttenz, benché se ne sia molto parlato; però è solo un neo, che non riesce a deturpare l'immagine del primo e forse dell'unico simposio programmato totalmente dalle organizzazioni italiane fuori d'Italia, in qualche modo preliminare alle conferenze continentali e a quella nazionale di dicembre a Roma.

L'informazione di ritorno, insomma, costituisce una necessità inderogabile, pena l'isolamento; ma bisogna ben studiare e ponderare come realizzarla, come imporla, come farla divenire di quotidiano consumo per gli utenti di madrepatria: l'intoppo è tutto qui e scusate se è poco! (Vito d'Adamo, de.it.press/Inform)


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