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INFORM - N. 153 - 11 settembre 2000

Sydney: nei cantieri olimpici si è anche parlato italiano

TREVISO - Una città magica nell’insieme dei suoi accostamenti, un’immagine raffinata colta e suggestiva dell’Australia: questa è Sydney. Ma è anche la città del multiculturalismo, che ha dato ospitalità a decine di migliaia di italiani, di cui molti veneti e trevigiani: un cosmo pulsante che qui vive ed opera con grande dignità, un fenomeno dalle antiche risonanze sociali che ha preso corpo soprattutto con i massicci arrivi degli anni Cinquanta, per lo più dopo lunga navigazione. Alle spalle hanno una vita si lotte e conquiste; molti i suoi uomini di punta, basti citare lo stesso sindaco della città: Frank Sartor, di ascendenza trevigiana (il papà è di Fonte).

Un’intraprendenza di attività e di lavoro che continua. Anche a Homebush Bay, nella cintura periferica di Sidney dove sono stati costruiti gli impianti sportivi per le Olimpiadi, si sentiva tanto parlare in italiano e dialetto.

Ce lo hanno raccontato Jimmy Pelizzari e Camillo Baggio, due trevigiani Doc del posto provenienti rispettivamente da San Zenone e Gaiarine. Numeroso il contingente di "sonata" italiana, con maestranze e imprese, che ha tinto di grande frenesia e inventiva i cantieri di lavoro del Villaggio Olimpico: in primis il famoso Group Grollo dei fratelli Bruno e Rino, insediati a Melbourne ma originari di Cusignana, leader mondiali nel settore anche con la costruzione dei più alti grattacieli dell’emisfero australe. Come italiana è l’impresa che ha costruito l’Acquatic Center dove si svolgeranno le gare di nuoto e tuffi: sono la De Martin e Gasparini. Un complesso che costituisce un fiore all’occhiello, basti pensare che l’impianto è corredato anche da una piscina di ricreazione di 850 metri quadrati riservata alle famiglie e ai loro bambini, il tutto sotto una sola cupola e costruito con tecniche avveniristiche e soluzioni architettoniche di grande impatto spettacolare.

Ma alcune competizioni avranno anche un particolare tocco di trevigianità: i campi di tiro al piattello, ad esempio, si avvarranno di centraline elettroniche che sono creazioni d’avanguardia di un impresa leader di Gorgo al Monticiano: la Elpifa. Inoltre, gli ottocento della delegazione italiana (atleti, tecnici e dirigenti) vestiranno i colori smaglianti degli abiti prestigiosamente griffati Benetton.

Il tutto a dare smalto ad un contesto che in questi giorni sta esplodendo in tutta la sua fantasmagoria di colori, di sport, di umanità e di business. Basti pensare alla "macchina" di 10.200 atleti partecipanti con altre 5.100 persone di supporto, 15.000 i giornalisti al seguito, 100.000 persone che lavorano attorno alla manifestazione e 9 milioni i biglietti in vendita. Per far fronte a questa "invasione" ben 5.000 abitanti saranno affittate ai visitatori, circa il 30% dell’esistente Sidney.

Tutto il mondo guarda a Sidney: ma ce n’è abbastanza per guardare anche noi, e con entusiasmo, a questa Olimpiade.

Quasi con fierezza, perché è sentita un po’ anche nostra; tanto più che il "regista" della prestigiosa manifestazione sarà un personaggio di origine trevigiana: Frank Sartor, sindaco di Sidney.

E se gli atleti vorranno (o potranno) aggiungere la soddisfazione di qualche medaglia, vorrà dire che si sarà proprio raggiunto il top. (Riccardo Masini-Inform)


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