Danieli in Svizzera: una visita all’insegna della chiarezza
LOSANNA - Circolo italiano, stracolmo e per la maggior parte di donne (insegnanti, casalinghe, lavoratrici dell’industria) a dimostrazione della complessità dell’emigrazione svizzera, e della sua diversificazione. L’incontro programmato arriva subito al sodo grazie alla concretezza di Danieli che in questa visita in Svizzera si è dimostrato un Sottosegretario agli Esteri che bada alla concretezza e non usa mezzi termini per affrontare le questioni che più ci premono: esercizio di voto all’estero, finanziamenti per i corsi e gli enti gestori, tempi delle erogazioni, informazione, passaporti.
Dagli incontri tenuti anche a Basilea e Zurigo, emerge una chiara e concreta visione strategica della politica di questo governo che mira essenzialmente al miglioramento qualitativo dell’esistente, ed al potenziamento di quella neo-progettualità senza la quale l’emigrazione italiana non riuscirebbe a stare al passo con i tempi.
Con lo sguardo sempre rivolto alla Prima Conferenza degli italiani nel mondo, che rappresenterà il vero grimaldello per l’approvazione di tutte quelle parti sospese del pacchetto "emigrazione", Danieli dimostrando di conoscere in profondità i problemi degli italiani all’estero, ha stimolato i connazionali ad aprire nuovi canali di informazione e scambio con l’Italia poiché molto è migliorato sulla cosiddetta "informazione di ritorno", ma ancora serve proseguire incessantemente sulla strada del "farsi conoscere" in Italia. Resta ancora marginale la presenza dell’informazione reale sugli italiani all’estero sui media nazionali, e gli italiani in patria a volte ancora considerano le comunità all’estero distanti e disinteressate.
Non è così, ma bisogna farlo sapere; questo sembra l’invito rivolto ai media convenuti a Muttenz; "La Prima Conferenza è il luogo, l’occasione, per poter stimolare quanti, anche nel Parlamento, con il cuore sembrano essere favorevoli e rispettosi nei confronti dell’emigrazione, ma concretamente e nei momenti chiave di approvazione, non si presentano in aula" o curano la materia con distrazione. Danieli è stato chiaro, come raramente in politica lo si è, e soprattutto come raramente lo è un Sottosegretario alle prese con una contingenza improntata sulla razionalizzazione. Chiarezza derivante soprattutto dalla particolare vicinanza alle tematiche, poiché "i vostri problemi mi sono ben noti anche per il mio personale e familiare vissuto" ha affermato in più occasioni Danieli biograficamente proveniente dalla vita d’emigrazione. Sicurezza e determinazione, poiché non parla "al virtuale", ma conti e numeri alla mano e personale conoscenza dei territori frequentati da giovane pugliese stagionale.
Danieli affronta i problemi dei corsi di lingua e cultura sui quali è caduta la mannaia dell’Unione Europea e che il governo cercherà di integrare con altri fondi in alcune parti, ma dando l’impressione di conoscere bene la condizione attuale di questo servizio assicurato dall’Italia che ha bisogno anche di razionalizzazioni ed ammodernamenti. " In sostanza quella riduzione del 20% in Svizzera sarà disinnescata da una politica di rinvio di alcune spese previste per corsi di italiano ad altri cittadini stranieri e da spese previste per aggiornamenti rinviabili al prossimo anno; in più vi sarà maggiore certezza dei tempi di erogazione, avendo personalmente trattato con il Tesoro su ciò": così Danieli ha risposto alle tante domande che gli pervenivano dai rappresentanti degli enti gestori promettendo anche tolleranza zero rispetto a quelle casistiche in cui si utilizzano impropriamente i fondi destinati ai figli dei nostri connazionali.
Sull’informazione ha ribadito l’impegno del governo a migliorare gli interventi per l’estero e la Prima Conferenza rappresenterà non solo un tavolo di lavoro su questi argomenti, ma il luogo centrale per proposte ed elaborazioni concrete che ci mettano al passo con i tempi e le qualità richieste oggi. Il raddoppio a quattro miliardi dei contributi alla stampa italiana all'estero, proposto dal governo. dimostra chiaramente questa sensibilità, anche se essenziale appare la capacità autonoma dei media all’estero di inserirsi in qualificati circuiti pubblicitari e di attuare scelte di ristrutturazione dei prodotti, "altrimenti, comunque non si è nel mercato". Insomma non una visita di circostanza, ma una concreta immersione nella comunità effettuata con grinta anche nell’affrontare i lunghi trasferimenti nei tempi ristretti senza risparmio di energie e di forze.
Da sottolineare l’impegno assuntosi per risolvere il problema del Consolato di Lucerna: "Non venderemo l’immobile, vi realizzeremo un centro vivo di attività, un presidio di questa nuova stagione dell’emigrazione; non un museo del passato, ma un luogo di partenza per il futuro; lo dobbiamo anche simbolicamente a tutti quelli italiani che contribuirono ad acquistarlo" (Massimo Pillera-Inform)