* INFORM *

INFORM - N. 152 - 9 settembre 2000

In vista delle Olimpiadi

"Trevisani nel Mondo" intervista Frank Sartor Sindaco di Sydney

TREVISO . Avvicinammo a suo tempo Frank Sartor. Era il 1993 ed era già Sindaco di Sydney. Ad effetto la sua parlata "nostrana", all'antica, con inflessioni venete... all'inglese. Per contattarlo, stavolta, il sortilegio telematico dell'e-mail che ha cancellato distanze e problemi burocratici. Gli abbiamo rivolto quattro domande, naturalmente riferite al grande evento delle Olimpiadi 2000, targate Sydney.

- Tutto il mondo e l’Italia, in particolare il Veneto e la trevigianità, sono in trepida attesa per questa manifestazione planetaria. Lei cosa prova?

"Sento un gran senso di anticipazione e di entusiasmo che aumenta mano a mano che le Olimpiadi si avvicinano. Sembra lontano il momento in cui ci siamo candidati, invece siamo già al gran traguardo dei giorni d’apertura. Ogni giorno che passa penso all’aspettativa che sta crescendo, non solo in Australia, ma in tutto il mondo: perché i Giochi a Sidney hanno la potenzialità di essere i migliori in assoluto. Sarà per tutti una opportunità favolosa quella di essere introdotti ad un gioiello per molti ancora da scoprire, come lo è Sydney".

- Quali sono le vostre aspettative? Quali gli auspici?

"La mia più grande speranza è che i Giochi si svolgano nel migliore dei modi, senza una piega e confortati dal bel tempo. Per noi si tratta di un evento di somma grandezza, in quanto è la più grande iniziativa che l’Australia abbia intrapreso in tempo di pace. Presenta anche molte sfide, ma l’australiano è un popolo che può fare e cioè che risponde bene alle sfide. Ci tengo ad assicurare che le Olimpiadi di Sydney non solo risponderanno alle aspettative del mondo, ma anche le oltrepasseranno. Gli australiani amano lo sport e si sono impegnati a costruire percorsi fantastici per questi Giochi. Io penso che, adesso, tutto è pronto."

- L’orgoglio di Treviso e della laboriosa comunità trevigiana e veneta che vive in Australia, deriva anche dalla sua origine. Cosa manda a dire a loro?

"Mando di tutto cuore i miei auguri alle persone e al popolo di Treviso, di qui e di lì, ad amici e famiglie che sono venuti in Australia di cui alcuni anche conosciuti. Sydney estende un grande benvenuto a tutti voi. Io mi auguro che abbiate a visitarci in tanti. La nostra città è costruita lungo il bacino più bello del mondo ed è una testimonianza della nostra società multiculturale: basti pensare che qui ci sono più di cento diverse nazionalità che lavorano in grande armonia. Sydney sta diventando una centro sempre maggiore per il commercio del XXI secolo, ma si presta moltissimo ad essere anche un bel posto di soggiorno e vacanza, ora anche con un Villaggio Olimpico da far vedere. Coraggio, visitate Sydney e resterete contenti."

- Spesso lei viene in Italia anche con i figli, Oliviero e Gianni che ora hanno 13 e 19 anni e con la moglie Giuditta; insieme, trovarono che da noi "è bello e umano". Affermò che il papà di Fonte gli insegnò a "lavorare, a lavorare duro" e che "facendo così noi da poveri siamo diventati forti". Come sente il fatto di appartenere anche al Dna di questa terra? Cosa rappresenta ciò soprattutto per i figli?

"Sono molto orgoglioso delle mie radici italiane e trevigiane e in ciò sono condiviso anche dai miei familiari. Considero essere questo un patrimonio di cui mi onoro. In particolar modo ho apprezzato le opportunità che ho avuto portando i miei figli: per quello che hanno visto, per i contatti avuti, per averli fatti incontrare con altri membri di famiglia. Abbiamo tutti molto affetto per Treviso." (Riccardo Masini-"Trevisani nel Mondo"/Inform)


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